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Berlusconi. Il voto palese smaschera i complici di questa farsa

ROMA – A fare l’ago della bilancia su un’ipotetica crisi di governo è sempre l’imminente voto in giunta per decidere della decadenza da senatore di Silvio Berlusconi. Motivo per cui il centro destra ha ribadito di essere prontissimo a staccare la spina. Insomma la confusione è tanta, tra voto palese e scrutinio segreto, tra voci confortanti e altre che vedono all’orizzonte una crisi che più nera non si può.

Di fatto, come ha ben sottolineato Guglielmo Epifani dal palco di  Cortona, dove si tiene la scuola politica del partito democratico, il Pdl, qualora gettasse la spugna,  “se ne assumerà tutta la responsablità”. 

Ma se non se l’è assunta finora sarà difficile farlo anche in futuro.

“Al Pd ma soprattutto al Paese – dice Epifani – interessa che il governo faccia bene le scelte sulla legge di stabilità – ha aggiunto l’ex segretario della Cgil – non potremmo tollerare la difesa di chi ha tolto soldi a coloro che ne hanno bisogno. Bisogna scegliere, questa volta, con attenzione ed equità”.  “Il cuore del problema – sempre secondo Epifani – è questo: abbiamo chiesto al centrodestra di separare il caso Berlusconi dalla situazione politica, non vogliamo indebolirli. Ma vogliamo una cultura del centodestra che sia moderata come quella europea. Così la solitudine della responsabilità può essere condivisa. Quando governi assieme la responsabilità è di tutti e due, non di uno solo”. Il segretario del Pd ha poi ribadito come “abbiamo già visto cosa è successo con Monti. Abbiamo un problema di asimmetria sulla responsabilità che non va bene”.

Nel frattempo i fidi berlusconiani non mollano l’osso, che non è esattamente quello del simpatico Dudù. Maurizio Gasparri chiede addirittura l’intervento del Capo dello Stato, il vicepresidente dei senatori del Pdl, Giuseppe Esposito parla addirittura di leggi ad personam, ma del partito democratico,  Carlo Giovanardi promette battaglia fino all’ultimo respiro perchè la cassazione ha violato le norme e Sandro Bondi, senatore e coordinatore del Pdl, accusa l’Italia, e quindi gli italiani,  definendola “imbarbarita da una politica e da una cultura squallida e indecente». 

E non è tutto. Perfino Marco Pannella interviene sull’argomento e consiglia al Cavaliere di dare le dimissioni e difendersi come Enzo Tortora. Parole  imbarazzanti e fuori luogo, che offendono la memoria del defunto conduttore di Portobello e probabilmente anche la sua famiglia.

E mica è finita.  Anna Maria Bernini, senatrice e portavoce vicario del Pdl, afferma che “il voto palese sulle persone stravolgerebbe la Costituzione abbattendo uno dei baluardi a tutela della democrazia”. mentre il senatore del Pdl ed ex presidente della Regione Lombardia Roberto Formigoni  scrive un tweet sul suo profilo: “M5S, Pd, Lega superano il limite del provocatorio e del ridicolo: fare un regolamento ad hoc per cancellare il voto segreto (che c’è sempre stato) su Berlusconi”.

Morale della favola il voto per il Pdl dovrebbe rimanere segreto, così non si saprebbe mai e poi mai chi è favorevole e chi è contrario alla  decadenza di uno dei personaggi più discussi della nostra Repubblica. Insomma, per i “furbetti” sarebbe meglio dire il peccato e non conoscere i nomi dei peccatori. Forse è il caso di smascherare una volta per tutte i complici di questa farsa politica.

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