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Festival di Roma. Marco Müller: “Voglio fare di Roma una Toronto europea”

ROMA – (nostro inviato)  La definizione dell’evento cinematografico romano è una questione identitaria: prima Festa, poi Festival, poi Festa/Festival,  oggi, nelle parole del direttore artistico Marco Müller, “macroevento metropolitano”. Il festival di Roma, dall’8 al 17 novembre, torna comunque a essere “Festa” e mantiene entrambe le anime.

“Ci siamo presi il lusso di contraddirci – ha detto Mueller – e questa schizofrenia è evidente fin dalla serata inaugurale dove abbiamo il ritorno alla grande commedia all’italiana con  il film di Giovanni Veronesi L’ultima ruota del carro, o con il fim sudcoreano  Snowpiercer. La scorsa primavera abbiamo capito che questa era la naturale vocazione della manifestazione e ci siamo adattati cambiando in corsa e realizzando un programma più idoneo a una festa del cinema che a un festival classico”. In parole semplici con orientamento aperto al grande pubblico, alla festa popolare. Verso la fine della conferenza stampa, in risposta a un giornalista  che gli chiedeva delucidazioni sulla scelta dei films Marco Mueller ha aggiunto: “Quando ho saputo a primavera che avrei dovuto fare un festival-festa senza l’obbligo dell’anteprima mondiale mi sono sentito liberato e ho potuto tornare a Toronto che da tanti punti di vista è il nostro modello. Vorremmo che Roma diventasse la Toronto europea e infatti abbiamo cominciato a copiare anche il loro metodo comunicativo”.

L’ottava edizione della kermesse è, in definitiva, un passo in più verso l’identikit di questo importante appuntamento, realizzatosi malgrado la gravissima situazione economica. Non a caso il primo ringraziamento degli organizzatori è agli sponsor – tra i quali gran peso ha la RAI – che, in un frangente come l’attuale, hanno la funzione di salvavita. Lamberto Mancini, il direttore generale della Fondazione cinema per Roma, dichiara che quest’anno il budget è di circa 7 milioni di euro, molto meno che nelle passate edizioni.

 

Al festival di Roma quest’anno cala il numero delle prime mondiali ed aumenta  in modo esponenziale  il numero delle opere prime e seconde. Nessuna anticipazione sui divi che animeranno il red carpet ma solo una vaga promessa da parte di Marco Mueller:  “ci sarà un’alta dose quotidiana di divismo da concordarsi con le case di distribuzione”. Vale a dire gli attori che le case di distribuzione faranno arrivare a loro spese. Certa è la presenza, grazie a Universal Pictures, di Jennifer  Lawrence che presenterà ‘Hunger Games La Ragazza di fuoco’. Nessun nome è stato fatto per quella che sarà la madrina, che Mueller sottolinea “madrina non deve chiamarsi”. Specifica che sarà espressione di Roma e la prima che viene in mente è Sabrina Ferilli.

Dall’ 8 al 17novembre, 71 lungometraggi selezionati per la Selezione Ufficiale. 18  film in concorso di cui 12 prime mondiali, 5 internazionali e 1 nazionale. 20 quelli di ‘gala’ fuori concorso, 9 dei quali in anteprima mondiale. 

Grande spazio viene dato alla cinematografia italiana. Tre i titoli di nostri autori in concorso: I corpi estranei di Mirko Locatelli, un padre (Filippo Timi) e un figlio malato che migrano al nord con un sogno di guarigione,Take five di Guido Lombardi, un thriller su cinque “irregolari” alle prese con una rapina milionaria e infine Tir di Alberto Fasulo, girato tra Italia e Croazia, la storia di un professore di fisica che decide di diventare camionista. Quanto agli italiani fuori concorso, oltre al film di Veronesi ci sono anche La luna su Torino di Davide Ferrario (sorta di seguito di Dopo mezzanotte), Song’e Napule dei Manetti Bros e Come il ventodi Marco Simon Puccioni.

Retrospettive e omaggi dedicati a personaggi recentemente scomparsi, come Giuliano Gemma e Carlo Lizzani ma anche, con “Nella città l’inferno”, un ricordo di Anna Magnani, a quarant’anni dalla morte, e di Renato Castellani a cento anni dalla nascita. Una retrospettiva dedicata al personaggio di Ercole nel cinema italiano, con film di Cottafavi, Bava, Tessari, Lupo.

In Concorso al CinemaXXI arriva il documentario di Vincenzo Marra “L’amministratore”, il film “Hometown Mutonia” di Zimmer Frei e “Racconti d’Amore” di Elisabetta Sgarbi; fuori concorso Yuri Ancarani presenta “Ricordi per Moderni”.

Prospettive Doc Italia presenta un programma con 10 documentari, tutti in prima mondiale: Capo e Croce, Le ragioni dei Pastori di Paolo Carboni e Marco Antonio Pani; Dal profondo di Valentina Pedicini; Fuoristrada di Elisa Amoruso; Lettera la Presidente di Marco Santarelli; Ritratti Abusivi di Roamno Montesarchio; The Stone river di Giovanni Donfrancesco; Vacanze al Mare di Ermanno Cavazzoni. Fuori Concorso troviamo L’atro Fellini di Roberto Naccari e Stefano Bisulli; Federico degli Spiriti, l’ultimo Fellini di Antonello Sarno; Ho Fatto una Barca di Soldi di Dario Acocella.

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