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ROMA – Divisi su tutto, falchi,colombe, lealisti con Berlusconi sempre più depresso mentre si avvicinano i “ giorni della giustizia”, a partire dalla decadenza da senatore, un vero e proprio tormento, “ma come mi trattano come uno qualsiasi”- si foga con gli intimi e chiama il partito all’unità.

Pensa che un partito, Forza Italia, dove tutti si scambiano baci, abbracci e carezze, possa giovare al suo futuro. Ha l’incubo dei servizi sociali, vorrebbe svolgerli in casa, ha fatto sapere ed  i berluscones sono tutti lì, insieme a fargli coraggio. Addirittura falchi e colombe  gli lasciano ancora la speranza di usufruire di amnistia  e indulto. Subito c’è chi presenta disegni di legge da approvare in quattro e quattr’otto e comincia un tam tam da Alfano a Quagliarello a Fitto, a Santanchè, Bondi, Verdini, tutto lo “staff”, si ritrovano i vecchi cortigiani. L’amnistia deve valere anche per Silvio, lanciano dichiarazioni a tutto campo.

Secondo il ministro, Berlusconi  sarebbe vittima di una discriminazione

In particolare si distingue il ministro per le  Riforme, Quagliarello, definito l più colomba delle colombe. Dice che non si può approvare una amnistia che escluda Berlusconi, sarebbe una discriminazione fra cittadini. Siamo certi che il ministro bleffa per lasciare qualche speranza al cavaliere. Non solo nella linea di spostamento a destra praticata da Alfano per rispondere ai lealisti di Fitto. In una  gara a chi è più fedele al pregiudicato l’osservazione del ministro trova piena cittadinanza. Se la prende con la sua collega Cancellieri che ha osato dire che  eventuali indulto o amnistia , stante il reato commesso,lascerebbero fuori il cavaliere.  Quagliarello non può non sapere  che il Parlamento non sfoglia la margherita, questo sì, questo no, decide sui reati  che possono essere inclusi nei provvedimenti. Berlusconi è responsabile di uno dei più reati più odiosi, la frode fiscale, perché quello che non paga  chi froda lo pagano tutti gli altri cittadini.  Sa bene che per approvare la legge ci vogliono i due terzi dei parlamentari e che mai passerà una legge che preveda amnistie per chi ha frodato lo Stato, i cittadini, tutti noi. Ci si è messo anche Matteo Renzi che dopo aver definito un autogol il messaggio di Napolitano parla di un non senso, si trova in pieno accordo con Grillo. Addirittura c’è chi sostiene che Quagliarello, con un tempismo davvero eccezionale, abbia lanciato il sasso nel campo avverso sapendo che mettendo in pista Berlusconi avrebbe  creato qualche problema, di non poco conto, in un Pd dove emergono divisioni che dopo l’intervento Di Renzi  si sono fatte più evidenti e diventano argomento rovente della campagna congressuale. 

A rischio qualsiasi provvedimento di clemenza

Il Pdl gioca una partita sporca che rischia di bloccare qualsiasi provvedimento di clemenza per reati “minori e circoscritti” come dice anche Monti. Il sindaco di Firenze ha percepito che la parola “amnistia”  a sinistra provoca in una parte del partito e anche nella “pancia” di parte dei cittadini, il 52% secondo sondaggi, una forma di orticaria e si è lanciato a tuffo. Trova fra l’altro media come Repubblica che lo sostengono arrivando addirittura a titolare che il segretario del Pd, Epifani, dà l’ok al sindaco. In realtà non è proprio così, bastava leggere la dichiarazione di Epifani che riprende quella rilasciata al momento del messaggio di Napolitano, per non cadere in strafalcioni che non fanno onore al giornalista che ha scritto l’articolo. Dice il segretario del pd che   si tratta di “un percorso complesso, ci sono sensibilità nel Paese che vanno affrontate con grande cautela. Indulto e amnistia possono essere presi in considerazione, ma debbono arrivare al termine di un percorso che riguarda una serie di altri interventi, per esempio sulla ex Cirielli, sulla legge Giovanardi e sulla Bossi-Fini”. Ancora le misure di clemenza possono essere valutate ma per «un certo tipo di reati, escludendo i reati che nel passato sono stati esclusi»”. Appunto il reato di frode fiscale, come aveva detto anche Cancellieri. “Il  problema- ha proseguito- non è solo svuotare le carceri con misure intelligenti, ma anche impedire che il problema si ricrei dopo due anni. E’ un’operazione che va spiegata bene ai cittadini.

Epifani: la scelta di Napolitano fondata e condivisibile

Per quanto riguarda le polemiche contro Napolitano  afferma: “Trovo offensiva e volgare la polemica verso il presidente della Repubblica e anche commistione, che non ha nessun senso né fondamento, con le vicende giudiziarie.” Il messaggio di Napolitano sulle carceri – ha proseguito Epifani “era una cosa attesa, l’aveva già annunciata. La lettura conferma che si tratta di un richiamo ad una presa di coscienza di un dramma che esiste e che va affrontato sia per ragioni umanitarie che di diritto. Ho trovato la scelta del presidente della Repubblica assolutamente fondata e condivisibile”. “Assurde e irricevibili – conclude – le accuse lanciate e le commistioni con le vicende giudiziarie di Silvio Berlusconi, che non c’entrano niente e non c’entreranno per il futuro”. E Gianni Cuperlo, anch’egli candidato per la segreteria, non le manda a dire a Renzi: “ La situazione delle carceri-afferma- è insostenibile perciò si studino tutte le misure alternative alla detenzione e la politica si assuma le sue responsabilità senza inseguire i sondaggi”.

 

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