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Istat. Disoccupazione ancora in salita

Sono stati diffusi oggi dall’Istat i dati relativi all’andamento della disoccupazione in Italia, e sono dati che continuano a peggiorare, con i giovani che continuano a pagare il conto più salato, mentre continua la perenne attesa dell’inizio della ripresa e della sua trasmissione al mercato del lavoro.

Disoccupati a 3,2 milioni. Occupati meno mezzo milione in un anno

A settembre 2013, secondo i dati resi noti oggi dall’Istat, il numero degli occupati si è attestato a 22 milioni 349 mila, in diminuzione sia sul mese precedente, – 0,4% pari a 80 mila persone, che sullo stesso mese dello scorso anno, meno 2,1% pari a 490 mila persone.

Il tasso di occupazione, pari al 55,4%, diminuisce di 0,2 rispetto ad agosto e di 1,2 punti rispetto a dodici mesi prima.

Dal lato della disoccupazione i dati Istat sono ancora peggiori, l numero di disoccupati si attesta infatti a 3 milioni 194 mila, in aumento dello 0,9% rispetto al mese precedente (+29 mila persone) e del 14,0% su base annua, pari ad un aumento di ben 391 mila persone.

In impennata anche il tasso di disoccupazione che si attesta al 12,5%, in aumento di 0,1 punti percentuali rispetto al mese precedente e di 1,6 punti nei dodici mesi.

Disoccupazione giovanile

I disoccupati tra 15 e 24 anni sono 654 mila con un tasso di disoccupazione, ovvero la quota dei disoccupati sul totale di quelli occupati o in cerca, che è pari al 40,4%, in aumento di 0,2 punti percentuali rispetto al mese precedente e di 4,4 punti nel confronto tendenziale.

Dati senza precedenti

Sia il dato relativo alla disoccupazione in generale, 12,5 per cento, che il dato relativo alla disoccupazione giovanile, 40,4 per cento sono i più alti dal 1977, data di inizio delle serie storiche, allora trimestrali.

L’allarme della CGIL

Secondo quanto emerge da un’elaborazione dei dati, relativi al primo semestre 2013, contenuti nel rapporto dell’associazione Bruno Trentin-Isf-Ires della Cgil sono quasi 4 milioni gli under 35 in difficoltà con il lavoro. Il numero comprende disoccupati, scoraggiati, cassintegrati, precari e part-time involontari e assomma all’astronomica cifra di 3 milioni 873 mila persone.

La richiesta della CGIL

In un accorato comunicato stampa la Cgil commenta:

“Il nuovo e gravissimo record sul tasso di disoccupazione dimostra che la recessione non è finita e senza una terapia d’urto non si ferma l’emorragia di posti di lavoro. Le politiche restrittive di questi anni hanno aggravato la situazione, espulso milioni di lavoratori e impedito ad altrettanti giovani di accedere al mondo del lavoro”.

Il sindacato chiede quindi al Governo “un cambio di rotta, a partire dalla prossima legge di stabilità che deve mettere al centro il lavoro e la ripresa occupazionale e a questo fine è necessaria una significativa riduzione del carico fiscale sul lavoro e investimenti pubblici che possano stimolare la domanda e creare nuova occupazione”.  “Occorre una politica industriale finalizzata alla salvaguardia del nostro patrimonio produttivo – aggiunge la Cgil -, guardando in particolare ai settori strategici e alle infrastrutture, materiali e immateriali, necessarie per la ripresa economica del Paese”.

“Sono, inoltre, urgenti misure per sostenere coloro che cercano lavoro, in particolare i giovani, per i quali il tasso di disoccupazione ha strutturalmente sfondato il record del 40%. A questo fine l’attuazione della Garanzia Giovani deve essere l’occasione per rilanciare i servizi all’impiego e non lasciare soli i giovani, che purtroppo, sempre più spesso, passano dalla disoccupazione all’inattività”, conclude il sindacato guidato da Susanna Camusso.

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