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Sciopero dei bancari: adesione altissima

Megale (Fisac-Cgil): “Subito un tavolo e accordo per il Fondo di sostegno”

Lo sciopero dei  bancari indetto per la giornata di oggi dai sindacati di categoria ha visto un’adesione altissima da parte dei lavoratori del credito, che tornano in piazza dopo tredici anni. Secondo i dati raccolti, lo sciopero ha raggiunto adesioni tra l’85% e il 90% con oltre il 93% delle filiali chiuse in tutto il Paese. “E’ la risposta della categoria alla scellerata disdetta del contratto nazionale di lavoro dei 309 mila bancari italiani” si legge in una nota della Fisac-Cgil. La percentuale, spiega il comunicato, è stata raggiunta ”nonostante banche e gruppi bancari si siano rifiutati di accettare l’adesione allo sciopero” dei dipendenti ”che avevano già programmato una giornata di ferie”. In una intervista rilasciata a Repubblica.it Agostino Megale, il segretario generale della Fisac-Cgil, ha manifestato tutta la sua soddisfazione per la riuscita dello sciopero: “una risposta del genere della categoria dovrebbe portare l’Abi a fare un passo indietro sulla disdetta del contratto, data unilateralmente. Altrimenti non ci fermeremo qui: siamo pronti a continuare la mobilitazione con ulteriori giornate di sciopero”. Poi, Megale si rivolge direttamente al Governo: “L’esecutivo  può svolgere una parte rilevante, da un lato invitando l’Abi a comportamenti più virtuosi e dall’altra con l’apertura di un tavolo sul settore bancario, che coinvolga presidenza del Consiglio, ministro dell’Economia e ministro del Lavoro, con l’obiettivo di affrontare il tema del settore e dell’occupazione, sapendo che il primo risultato dovrà essere quello di realizzare l’accordo sul Fondo di sostegno, come precondizione per affrontare tutti i problemi”. Secondo Megale è necessario trovare urgentemente l’accordo sul fondo: “la disdetta del contratto dell’Abi ha impedito di raggiungere l’accordo e ora c’è tempo solo fino al 31 dicembre, altrimenti salterà per sempre quell’ammortizzatore sociale che ha permesso finora di affrontare gli esuberi e i momenti di difficoltà del settore, che non sono certo destinate a rientrare”. Dall’Associazione che rappresenta gli Istituti di credito risponde al Sindacato il vicepresidente Francesco Micheli, ospite di Radio1 Rai: “Noi siamo disponibili al confronto. Sulla trattativa non abbiamo nessuna chiusura preconcetta e questo i sindacati lo sanno”. L’Abi, spiega Micheli, ha disdetto il contratto in anticipo “chiarendo al sindacato che questo significa la volontà di metterci al tavolo da subito, da ora per ridiscutere completamente un contratto che a parere delle banche in questo momento, sia dal punto di vista normativo, sia dal punto di vista economico, è considerato unanimemente insostenibile. Insostenibile perché se guardiamo l’organizzazione del lavoro, i modelli distributivi che stanno cambiando in funzione dell’online, c’è molto da fare sul versante dei ruoli, dei cosiddetti mestieri bancari che vanno verso un cambiamento”. 

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