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Alitalia, il fallimento della privatizzazione. Il piano industriale non si vede

ROMA – In Italia si continuano a privatizzare le nostre aziende, quasi fosse la panacea di tutti i mali. Peccato che il tempo stia rivelando l’esatto contrario, ovvero un vero e proprio fallimento. E’ questo in sintesi il pensiero di Susanna Camusso che oggi è intervenuta sui casi Alitalia e Telecom durante la manifestazione indetta dai sindacati contro la legge di stabilità.

“A chi ci parla di privatizzazioni – ha detto il leader della Cgil –  bisogna dire quale fallimento è stato cedere le nostre grandi aziende pubbliche a privati senza capitali. Alitalia, Telecom, Electrolux… ci stiamo giocando il destino del nostro paese, il nostro futuro, altrimenti come possiamo continuare a dire di essere il secondo paese industriale europeo?”.

Ma il vero nocciolo della questione che desta una costante preoccupazione rimane l’inconsistenza delle notizie trapelate finora rispetto ad un piano industriale di cui non si conoscono i dettagli.  E’ quanto denuncia Andrea Cavola, segretario nazionale Usb trasporto aereo: “Abbiamo chiesto un incontro sia al governo che all’Azienda perchè riteniamo che il sindacato debba conoscere i dettagli  del piano, ma non attraverso comunicati stampa o dichiarazioni estremamente generiche”.  “Per esempio – continua Cavola –  vorremmo sapere su quali basi è possibile affermare che l’occupazione è garantita mentre si mettono a terra gli aeromobili”.

Nel frattempo i sindacati attendono il tavolo con il governo previsto per il prossimo 20 novembre. Un eventi delicatissimo che – secondo il segretario nazionale della Filt Cgil, Mauro Rossi –  “deve rappresentare l’inizio di un confronto costruttivo sull’insieme dell’industria del trasporto aereo  in crisi per trovare soluzioni di sistema in assenza delle  quali, anche qualsiasi contenuto di un eventuale contingency  plan Alitalia sarebbe privo di credibilità”.

Insomma, come si dice insistentemente da tempo servono regole certe per l’intera industria del  settore, dove oltre il 50% delle aziende italiane rischiano il  fallimento. “Occorre intervenire – continua Rossi – per bloccare i finanziamenti  degli enti locali alle compagnie low cost che non rispettano le  leggi italiane e servono garanzie sugli ammortizzatori  sociali ed il fondo speciale del trasporto aereo. E su  Alitalia siamo indisponibili a  piani di attacco al costo del lavoro ed a discutere di  ulteriori esuberi nel chiuso dell’azienda, in quanto serve  garantire in primis la tenuta occupazionale della compagnia e  dell’intera industria italiana del settore”. 

E che la privatizzazione abbia sancito un fallimento del vettore nazionale lo ritiene anche il consigliere regionale del Partito Democratico Riccardo Agostini : “Concordo con Susanna Camusso che il tema è lo sviluppo di Alitalia e non ulteriori tagli al personale e ritengo che l’azione della Regione Lazio debba necessariamente andarenella direzione di favorire e auspicare un graduale re-ingresso del pubblico nella gestione della compagnia di bandiera e del comparto aereo, attraverso strade da concordare anche con l’Europa. La mia mozione – prosegue Agostini- approvata un mese fa dal Consiglio Regionale del Lazio, prende atto del sostanziale fallimento dell’esperienza dei cosiddetti «capitani coraggiosi» e indica, per quanto attinente alle competenze pubbliche e nella fattispecie regionali, un impegno preciso per riassorbire gli esuberi generati da quella fallimentare operazione, al fine di rilanciare un comparto strategico per l’economia del nostro Paese e fondamentale per quella della nostra regione. Un ulteriore ridimensionamento del settore aeronautico della nostra regione non è giustificato dalle previsione di sviluppo del traffico aereo ed è quindi inammissibile e inconcepibile. Mi auguro – conclude Agostini – che il governo e la Regione Lazio, ognuno per le proprie competenze, riescano adevitarlo”.

Intanto su eventuali partner internazionali dopo Air France tramonta anche l’ipotesi di un coinvolgimento della russa Aeroflot, che proprio oggi ha smentito categoricamente eventuali intenzioni di acquistare Alitalia o dare un sostegno finanziario all’ex compagnia di bandiera italiana. 

 

 

 

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