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Siria. L’Europa straccia la Dichiarazione Internazionale dei Diritti Umani

ROMA – “I leader europei non stanno facendo abbastanza per i profughi siriani e dovrebbero abbassare la testa per la vergogna” è questa la denuncia di Amnesty International stilata in un documento divulgato il 13 dicembre.  L’organizzazione dichiara che gli stati europei  hanno dato la disponibilità per accogliere solo lo 0,5 % dei profughi (12.000 persone rispetto alle 2.300.000 che hanno lasciato il paese).

L’Europa e l’Italia si sono dimenticati il dramma di Lampedusa e ogni promessa avvenuta di fronte ai riflettori, il nostro paese non ha dato alcuna disponibilità per l’accoglienza dei cittadini siriani che cercano, tramite la fuga dal loro paese, di salvarsi la vita. Il nostro continente mostra ancora una volta mancanza di umanità. La Siria vive una situazione drammatica dal marzo del 2011, la situazione adesso si è fatta ancora più grave per i profughi a causa dell’ondata di maltempo che imperversa nelle regioni del Medio Oriente. Neve, inondazioni, persone fuggite dall’orrore della guerra che rischiano di morire di freddo e di stenti, le prime vitte del freddo nei campi profughi sono i bambini.

Le voci di chi cerca di dare una  testimonianza diretta dalla Siria vengono spazzate via, inglobate nell’oblio, è il caso dei tanti giornalisti rapiti, del nostro connazionale Padre Paolo Dall’Oglio di cui non si hanno più notizie da 4 mesi e più recentemente dell’avvocatessa Razan Zaitouneh attivista per i diritti umani (vincitrice del premio Anna Politovskaya e del premio Sakarov del parlamento europeo).  Razan Zaitouneh è stata rapita lo scorso 10 dicembre in un sobborgo di Damasco insieme al marito e ad altre due persone, preziosa fu la sua testimonianza in agosto riguardo all’attacco con le armi chimiche nella periferia di Damasco.

Il 20 Novembre scorso si è celebrata la XXIV Giornata Internazionale dei diritti  dell’infanzia, per quella occasione Child Again e Il cuore in Siria avevano diffuso un comunicato stampa in cui dichiaravano che i principi sulla quale si fonda la “Carta internazionale sui diritti dell’infanzia” veniva sistematicamente violata da quasi tre anni in Siria, a partire dal diritto alla vita e alla sopravvivenza. L’Unicef stima che siano più di 5.500.000 i  bambini che hanno bisogno di aiuto, un numero 4 volte maggiore rispetto a quanti erano un anno fa. I numeri sconvolgenti delle vittime del dramma di questa nazione crescono a dismisura mentre il resto del mondo si dimostra indifferente alla sofferenza di milioni di persone e alla distruzione di una nazione che il cuore della civiltà umana.  Ma oltre l’indifferenza, il non saper come agire o il non voler prendere alcuna decisione concreta in merito ad una possibile risoluzione del conflitto, dobbiamo anche tener conto della negazione del diritto d’asilo in barba alla Dichiarazione Universale dei diritti dell’Uomo delle Nazioni Unite.

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