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“Gli anni spezzati”, la Rai racconta il terrorismo degli anni ‘70

Tre episodi su RaiUno: il commissario (7-8 gennaio), il giudice (14-15 gennaio) e l’ingegnere (27-28 gennaio)

 

ROMA – La Rai torna ad occuparsi di uno dei fenomeni più tragici e dolorosi della recente storia italiana: il terrorismo che nell’arco di due decenni causò la morte di centinaia di persone innocenti. Il regista e sceneggiatore Graziano Diana con la fiction “Gli anni spezzati” ha preso come simbolo tre figure che furono protagoniste di altrettanti drammatici episodi: il commissario Calabresi (ucciso nel 1972), il giudice Sossi (rapito dalle Brigate rosse nel 1974) e l’immaginaria figura di un ingegnere Fiat che combatte il terrorismo all’interno delle fabbriche. Le due puntate  sulla vicenda di Luigi Calabresi, interpretato da Emilio Solfrizzi, andranno in onda domani sera e martedì 8 gennaio su RaiUno. Alessandro Preziosi il 14 e 15 gennaio vestirà i panni del giudice Sossi mentre Alessio Boni concluderà la trilogia il 27 e 28 gennaio con “L’ingegnere”.

Il terrorismo è il comune denominatore di queste tre emblematiche storie, un fenomeno che ha condizionato e devastato le vite di molte famiglie italiane. Soprattutto negli anni ’70 lo scontro sociale arrivò ad un tale punto di conflittualità che si parlò spesso di situazione da guerra civile.

Manifestazioni e cortei si trasformavano in vere e proprie battaglie tra giovani di opposte fazioni. Oltre a bastoni e spranghe in piazza fecero il loro ingresso anche le pistole. Come in una celebre foto a Milano del 1977 in cui si vede un giovane coperto in volto che impugna la famigerata P38 in pieno centro cittadino.

L’omicidio Calabresi

L’inizio del periodo degli “anni di piombo” avviene con una spaventosa tragedia: la bomba alla Banca Nazionale dell’Agricoltura a Milano il 12 dicembre 1969. In questo contesto il commissario Luigi Calabresi svolge le indagini sulla “pista anarchica”: quelli di Pinelli e di Valpreda.

E tali indagini saranno la sua condanna a morte emessa da Lotta Continua che aveva decretato Calabresi il responsabile della morte dell’anarchico Pinelli (caduto dal quarto piano della Questura di Milano durante estenuanti interrogatori).

La campagna di odio dei circoli della sinistra extraparlamentare nei confronti del commissario Calabresi

si concluse con il suo assassinio avvenuto a Milano il 17 maggio del 1972. La lunga e complicata vicenda processuale

iniziata nel 1988 ebbe fine nel 1997 con le condanne definitive di Adriano Sofri, Pietrostefani e Bompressi, quali responsabili della morte di Calabresi.

Il sequestro Sossi

La vicenda di Mario Sossi per quanto drammatica non si concluse con la sua uccisione. Il 18 aprile del 1974 un commando delle Brigate Rosse rapisce l’allora Procuratore della Repubblica di Genova Mario Sossi. Si tratta del primo attacco al cuore delle Stato da parte della più importante e pericolosa organizzazione terroristica italiana. Il Paese fu colto totalmente di sorpresa. Inutili furono le febbrili ricerche da parte delle forze dell’ordine: il covo dei brigatisti dove tenevano recluso il magistrato sembrava introvabile. Dopo un’estenuante trattativa le Brigate Rosse rilasciarono il giudice Sossi il 22 maggio del 1974. L’allora procuratore di Genova continuò la sua carriera in magistratura sino al 2006 quando andò in pensione.

L’ingegnere

Il terzo episodio vede protagonista un ingegnere della Fiat

degli anni ’70 che ricevere il gravoso incarico di licenziare 61 operai sospettati di essere “fiancheggiatori” del terrorismo.  La sua sarà anche una battaglia familiare in quanto scoprirà che la sua figlia ha abbracciato la tragica via dello lotta armata.

 

 

 

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