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Il “Processo alla Cultura” dell’Associazione CentrarteMediterranea

ROMA – I programmi dell’Associazione Culturale “CentrarteMediterranea”, presieduta dall’Avv. Venerando Monello – fondata nel 2006 da un gruppo di giuristi e artisti con lo scopo di diffondere e promuovere ogni forma d’arte e d’espressione che non contrasti con i principi sanciti nella Carta dei Diritti dell’Uomo – già impegnata con il ciclo “Toghe in giallo” alla messa in scena al Teatro Prati di Roma dei grandi processi della storia sulla scorta dei fascicoli dibattimentali, ha deciso di “istruire” anche il “Processo alla cultura”.

Saranno sottoposti a processo il primo lunedì di ogni mese da gennaio a giugno, e poi da ottobre a dicembre, nella Galleria Michelangelo di Roma (in via Giovanni Giraud), luogo istituzionalmente dedicato alla promozione dei “prodotti” della cultura: le opere di artisti (pittori e scultori, a cominciare da quelli che espongono nella Galleria), scrittori, poeti ma anche registi di film, pièce e autori di installazioni che potranno rispondere alle accuse in sede di “interrogatorio”. Pubblici ministeri, avvocati, critici e artisti interpreteranno di volta in volta l’accusa e la difesa mentre la giuria sarà composta, da spettatori estratti a sorte, a suggerire una giuria popolare (per la partecipazione è prevista l’iscrizione all’Associazione CentrarteMediterranea) Il primo “processo”, coordinato da Luigi Di Majo, penalista, attore e regista ideatore del Progetto, si svolgerà lunedì 27 gennaio con inizio alle ore 19 e vedrà sul banco degli accusati il romanzo “L’ombra di Artemisia”, edito da Marsilio, dello scrittore Maurizio Choen. L’accusa sarà interpretata da Solveig Cogliani, già pubblico ministero, oggi magistrato amministrativo e quotata pittrice con sempre più numerosi approdi internazionali, mentre la difesa sarà affidata a Francesco Gallo Mazzeo, docente di Storia dell’Arte all’Accademia di Belle Arti di Roma, attualmente impegnato nella costituzione dell’Archivio degli artisti siciliani del Novecento. La trama de “L’ombra di Artemisia” di Maurizio Cohen “oscilla tra due esistenze l’una in qualche modo specchio dell’altra, quella della pittrice Artemisia Gentileschi, da un lato, e, dall’altro, quella della protagonista del romanzo, una giovane attrice che viene stuprata”. Il romanzo è un intenso racconto sulla violenza e la fragilità umana, nel quale “le violenze subite dalle due donne si sovrappongono e si riflettono l’una nell’altra per dimostrare che nel corso della Storia e dell’umanità nulla cambia e tutto si ripete”. Vittorio Esposito

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