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Alitalia chiede cig a zero ore per 300 dipendenti. Domani si replica l’incontro

ROMA – Sono momenti che suscitano timore e preoccupazione, quelli che si stanno consumando dalle 17  al ministero dei Trasporti, dove i vertici Alitalia stanno incontrando i sindacati. Al momento, stando alle ultime notizie,  l’aziendaavrebbe richiesto  l’avvio della cig a zero ore per 300 dipendenti del personale impiegatizio.  

Un sospiro di sollievo che durerà solo poche ore visto che l’azienda dovrà incontrarsi nuovamente con le parti sociali domani mattina. Infatti, gli annunci parlano addirittura di quasi 2mila esuberi, o meglio 2mila teste da tagliare dall’ex compagnia di bandiera, che a tutt’oggi non ha ancora trovato un partner ideale per solcare i cieli internazionali e mettersi in salvo dal rischio “scomparsa”, (La prossima settimana sarà decisiva per l’eventuale accordo con Etihad). 

Politici e istituzioni, intanto,  fanno gli scongiuri, poichè ulteriori esuberi si tradurrebbero come un vero e proprio colpo mortale non solo per l’economia locale, ma nazionale. E’ risaputo, infatti, che la proporzione per ogni dipendente del trasporto aereo equivale e tre dell’indotto. Insomma questa ipotesi, se confermata, sarebbe una catastrofe, anche perchè come la storia di Alitalia insegna, finora hanno sempre pagato i lavoratori, in primis quelli lasciati letteralmente ‘a terra’ nel 2008. 

Ma c’è dell’altro. Infatti, come ha denunciato Andrea Cavola dell’Usb: ““E’ inaccettabile che il ministro Lupi e l’azienda convochino nottetempo riunioni segrete e dialoghino in modo privilegiato con Cgil, Cisl e Uil  sul fallimento di Alitalia ed il destino di migliaia di lavoratori”.  Siamo stanchi di questo balletto – ha aggiunto Cavola – e reputiamo assurdo l’aut aut dell’azienda, che si è detta pronta a portare i libri in tribunale qualora, entro poche ore, non si raggiunga un accordo. Una situazione che si ripresenta identica al 2008, quando l’azienda e il governo interloquirono solo con i sindacati compiacenti.

Oltre alla discriminazione sindacale rimane sempre aperto l’unico vero nocciolo della questione che ruota attorno alla vicenda Alitalia da tempo immemore, ovvero la mancanza di un piano industriale capace di rilanciare la credibilità di Alitalia, soprattutto con i fatti.

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