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Trasparenza e lotta alla corruzione. Proseguire sulla strada tracciata

 

ROMA – “È solo di ieri la notizia secondo cui in Italia la corruzione ammonterebbe a 60 miliardi di euro l’anno, vale a dire il 4% del Pil. E in questo ritratto impietoso del paese restituito dal rapporto Ue, si inserisce il quadretto per nulla confortante della nostra regione dove il tasso di reati di corruzione per abitante è tra i più alti a livello nazionale.

Se le risorse spese in corruzione fossero investite nello sviluppo e nella creazione di nuovo lavoro si potrebbe davvero dare una scossa, positiva per una volta, alla paludosa depressione in cui la crisi ha gettato il nostro territorio”. Così Claudio Di Berardino, segretario generale della Cgil di Roma e del Lazio. “Lavoro e lotta alla corruzione – aggiunge – sono due concetti che si intersecano, sono complementari. Proprio per questo lo scorso anno, insieme alla Fp Cgil, abbiamo presentato una serie di proposte – la Centrale unica per le assunzioni, la definizione e il rispetto delle regole, l’obbligo per tutti gli enti e le società partecipate di costituire piani per la prevenzione della corruzione la rotazione degli incarichi negli uffici, la regolamentazione dei procedimenti amministrativi, per citare solo alcuni esempi – mirate a fare di Roma una Capitale “morale”, puntanto sulla partecipazione dei cittadini e dei lavoratori nella gestione della cosa pubblica e facendo della trasparenza nelle scelte un elemento caratterizzante e irrinunciabile”. “Il sindaco Marino e il presidente della Regione Lazio Zingaretti, stando agli annunci dei giorni scorsi – prosegue Di Berardino – sembra stiano compiendo un importante passo avanti in questo senso. Ora bisogna proseguire sulla strada tracciata, estendendo le pratiche improntate sull’integrità, la legalità, la trasparenza a tutte le realtà pubbliche. Si tratta di un tema per noi fondamentale e che tratteremo in tutti i tavoli di contrattazione sociale e territoriale”. “Trasparenza e prevenzione della corruzione – conclude – dovranno costituire elementi fondanti anche del patto regionale per lo sviluppo e il lavoro”.

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