Si puo giocare al lotto on line

  1. Casino Non Aams Sicuri Affidabili: Questi animali vivono intorno a noi, quindi ti imbatterai in alcuni ogni giorno.
  2. Sale Slot Alessandria - Spesso, si estenderà anche al tuo secondo deposito, terzo deposito e talvolta il tuo quarto e quinto.
  3. Lista Casino Online Con Prelievo Veloce Aggiornata: Così, Brady sarà di nuovo sotto il centro per Tampa Bay la prossima stagione.

Gioco poker gratis slot machine

Slot Senza Licenza Con Bonus
I giocatori realizzano i loro sogni quando colpiscono la scala reale o vincono il jackpot alla loro slot preferita.
Loyalbet Casino Codice Promo Bonus Benvenuto
Significa che dovresti fare sette scommesse aggiuntive per giro per attivarle tutte.
Jeremy ha deciso che se ha vinto i soldi, allora wouldnt essere una perdita.

Giochi di slot online

Migliori Casino Con Prelievo Veloce E Bitcoin
Le linee di pagamento sono limitate a 20 e il conteggio dei rulli è 5.
Dragon Tiger Dal Vivo Puntata Minima Online
Questo divenne un classico in tutti i casinò del globo, in America, Europa, Russia e Canada.
Slotimo Casino Codice Bonus Giri Gratis

Ilaria e Miran, la dignità del giornalismo

ROMA – Ilaria e Miran, vent’anni dopo. Da allora, è cambiato tutto è niente. È cambiato tutto in Italia, ci mancherebbe altro, e naturalmente in peggio, come abbiamo testimoniato e descritto con rabbia innumerevoli volte. Ma, in realtà, non è cambiato niente perché siamo sempre lì: agli scandali, ai documenti secretati, alla violenza del silenzio e all’omertà della paura, alle vicende che non si devono conoscere e alle storie che non si devono sapere, alla verità che spaventa e, dunque, va insabbiata, nascosta, negata, al puzzo fetido del compromesso al ribasso e senza dignità, alla volgarità delle menzogne e dei depistaggi, alla perdita di identità nazionale e del senso e del valore stesso della Nazione.

Questo è successo negli ultimi vent’anni. Ed è proprio qui, davanti a questo muro di negazioni e falsità, di fronte a questo filo spinato di impenetrabili segreti, che ci domandiamo umilmente quanto sarebbe stato utile il lavoro di Ilaria Alpi e Miran Hrovatin, barbaramente assassinati a Mogadiscio il 20 marzo 1994 mentre stavano indagando su un traffico internazionale di armi e rifiuti tossici nel quale, evidentemente, erano coinvolti interessi e persone che non potevano permettersi di essere smascherati dalla serietà di un giornalismo coraggioso che aveva deciso di svolgere, una volta tanto, il proprio dovere fino in fondo.

Ricordando Ilaria e Miran a vent’anni dalla scomparsa ci assale la seguente domanda: su quanti segreti, su quanta polvere, su quante maschere di un potere all’apparenza irreprensibile e, in realtà, feroce, spietato, devastante si fonda la nostra storia recente? Cosa è accaduto di preciso in questi due decenni?

E ci assale l’idea, a pensarci bene desolante, che se cronisti seri come Ilaria e Miran avessero potuto raccontare tutto ciò che avevano scoperto, forse, molte cose sarebbero andate diversamente, e oggi vivremmo in un Paese meno sporco, meno corrotto, meno indebitato, con una politica meno screditata e delle istituzioni più trasparenti, con un giornalismo capace di scavare in profondità e guardarsi intorno, di scandagliare ogni singolo dettaglio e non solo di fermarsi in superficie, di sbirciare dal buco della serratura, di lasciarsi andare al gossip e a una pseudo-informazione mista a intrattenimento che nulla ha a che vedere con la funzione sociale e civile di un mestiere tanto affascinante quanto complesso e delicato.

Perché Ilaria e Miran sono stati uccisi in Somalia non si è ancora ben capito da chi ma sicuramente si è capito perché: perché sapevano troppo, certo, perché non erano disposti a tacere e mentire, altrettanto certo, ma anche perché la loro stessa immagine di pulizia, passione, impegno, ardore professionale finalizzato all’arricchimento collettivo e alla costruzione di una società più giusta ed informata costituivano uno smacco intollerabile per quel potere oscuro ed invisibile che, al contrario, ha bisogno di un’informazione finta, servile, corruttibile, inesistente o comunque manipolata, abile a nascondere e non far capire nulla, a spezzare i legami logici, a massacrare chiunque osi alzare la voce contro la cappa del conformismo e del pensiero unico; in poche parole, di una non-informazione che è ciò cui troppe volte abbiamo assistito nel lasso di tempo che separa quella tragedia da questi giorni dedicati al ricordo e alla celebrazione.

Ilaria e Miran rappresentavano un esempio e i mandanti dell’omicidio, tuttora avvolti dalle tenebre e, temiamo, da una fittissima rete di connivenze e complicità a vari livelli, lo sapevano molto bene. Per questo hanno pagato con la vita il prezzo dei loro ideali, la loro volontà di scoprire e raccontare, il loro rifiuto dell’apparenza, la loro ferma contrarietà agli idoli del potere per il potere e del denaro per il denaro che si stavano affermando in quegli anni di liberismo rampante e dell’apoteosi della “società liquida” e senza punti di riferimento.

Chi li ha messi a tacere per sempre sapeva che avrebbero combattuto a testa alta in quell’occasione e con ancor più tenacia in seguito, e forse aveva più paura dello stile, del metodo e della determinazione che delle rivelazioni, a quanto pare enormi, in sé.

Ilaria e Miran, due date e in mezzo lo spazio di come siamo diventati: il deserto del nostro degrado e la nostra volontà, per fortuna mai sopita, di ricominciare.

 

Condividi sui social

Articoli correlati

Torna in alto