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Roma. Sgombero palazzina, sei feriti

ROMA – Sono sei le persone rimaste ferite oggi nell’ambito delle operazioni di sgombero dello stabile di via Baldassarre Castiglione nella zona della Montagnola a Roma, di proprietà dell’Inarcassa, la cassa degli architetti, occupato a inizio mese. La palazzina  era stata occupata nei giorni scorsi dai movimenti per il diritto all’abitare. Circa 200 famiglie presenti nello stabile.

Lo sgombero è iniziato questa mattina intorno alle 8. All’arrivo della polizia molte persone sono salite sul tetto. La zona è stata isolata e verso le 12.30 è cominciato il vero e proprio intervento della polizia con cariche, in cui diverse persone sono rimaste ferite. Tre persone sono state  trasportate all’ospedale Sant’Eugenio tra cui Paolo Di Vetta, uno dei leader del movimento, finito ai domiciliari lo scorso febbraio per gli incidenti avvenuti il 31 ottobre in via del Tritone. Altri due feriti sono stati trasportati all’ospedale San Giovanni e infine un ferito all’ospedale Isola Tiberina. “Siete degli assassini” hanno gridato alcuni occupanti. 

«Alle 14 era previsto l’incontro con il municipio ma loro se ne sono infischiati – ha dichiarato all’Adnkronos Luca Faggiano, uno dei leader dei movimenti di lotta per la casa, – c’e’ la volonta’ di menare e non di mediare. Hanno caricato non per allontanarci dal palazzo ma ci hanno rincorso anche nelle vie laterali».

In una nota congiunta i presidenti dei gruppi di maggioranza capitolina Francesco D`Ausilio (Pd), Gianluca Peciola (Sel), Luca Giansanti (Lista Civica per Marino) e Massimo Caprari (Cd). dichiarano: «Chiediamo l’immediato stop agli sgomberi e, contestualmente, l`apertura di un tavolo istituzionale con il sindaco Marino, il presidente della Regione Lazio Zingaretti, il Prefetto e gli assessori competenti. E` inoltre urgente accelerare l`attuazione dei contenuti della delibera regionale sull`emergenza abitativa». «La situazione è ormai fuori controllo, più di quanto si pensi. A Roma stiamo registrando una emergenza abitativa eccezionale frutto della crisi alla quale non si può rispondere solo con l`ordine pubblico. Bisogna infatti cercare soluzioni pacifiche e condivise», concludono.

Intanto gli occupanti si sono inoltrati  nel pomeriggio in corteo fino alla sede del Municipio VIII di Roma. Così si sta chiudendo così la loro giornata.  Hanno caricato tutte le loro cose, tra cui materassi, valigie e altri oggetti, su camion e furgoni e alcuni di questi hanno accompagnato la manifestazione.
La protesta, a cui partecipano alcune decine di persone, è rivolta alle istituzioni, «colpevoli» secondo i Movimenti per il diritto all’abitare di un «intervento insufficiente» per cercare di bloccare le operazioni di sgombero.

La questura di Roma intanto ha reso noto di  aver «inizialmente invitato gli occupanti a lasciare liberi i locali e successivamente al loro rifiuto ha iniziato ad entrare nell’edificio per procedere allo sgombero dello stabile». «Nella circostanza – si legge nella nota della questura – alcuni manifestanti, circa duecento, appartenenti a vari movimenti per la casa, si sono radunati all’esterno e hanno tentato di impedire agli agenti l’accesso alla struttura anche con fitto lancio di oggetti contundenti tra i quali bastoni e segnali stradali. È stato necessario quindi disperdere i manifestanti per proseguire nelle operazioni».

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