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Signori, le paté de la maison! Intervista a Pino Quartullo: “Recitando ci scappa da ridere”

ROMA – Va in scena al Brancaccio in questi giorni SIGNORI, LE PATE’ DE LA MAISON! Tratto da “Le Prenom” di Matthieu DeLaporte e Alexandre De La Patelliere. L’ adattamento è di Carlo Bucirosso e Sabrina Ferilli, la regia di Maurizio Micheli. Con Sabrina Ferilli, Maurizio Micheli e Pino Quartullo. Dazebao ha intervistato Pino Quartullo, oggi regista  e autore oltre che attore, perché ci racconti questa divertentissima commedia.

D. “Le paté de la maison”, in italiano “Pasticcio di famiglia”. Cosa sottende l’ambiguità del titolo?

Che si cucina molto di questi tempi. Molte trasmissioni parlano di cucina. Riviste di cucina. In tempi di crisi e di mancanza di valori ci si consola molto col cibo, mangiato o visto, letto, immaginato. Lo spettacolo prodotto e interpretato da Sabrina Ferilli, adattato da Carlo Buccirosso,  diretto da Maurizio Micheli, si ambienta in una casa italiana, durante una cena. Baccalà che appesta l’aria del vicinato, ricette intrise di italianità, agnello condito con salse di provincia. Ogni piatto di portata scandisce un colpo di scena, un ribaltamento di clima, scherzi, provocazioni, rabbie e scalpori. “Pasticcio di famiglia” era un titolo che abbiamo preso in considerazione… poi abbiamo scelto quello di sapore francese (Signori, le patè de la maison!). Complimenti per l’intuizione. Questa nostra cena teatrale è un vero pasticcio. La commedia teatrale francese (Le prenom), fu apprezzata molto da Sabrina che ne acquistò i diritti per il teatro. Poi i francesi ne fecero un film che uscì in Italia col titolo Cena tra amici. Cibo, cibo, cibo.

D. Che ruolo interpreta lei nella commedia?

Emanuele, il cognato immobiliarista di destra, che provoca molto la coppia di sinistra Ferilli-Micheli, che hanno chiamato le loro bambine Palmira e Nilde. Un testo che irride molto la sinistra. Metto alla prova il loro credo politico, la loro pseudo apertura mentale, il loro spirito di tolleranza, e opportunamente provocati, si contraddicono molto. Ad un certo punto dico a mia sorella Gabriella/Ferilli: “voi fate i finti umili e modesti ed invece siete i più snob. Scendete dal piedistallo compagni! Ormai vi siete estinti come la foca monaca!” Curioso che anche un’icona di sinistra come Francesca Archibugi , questa estate, abbia deciso di girare un film proprio da questo testo (col titolo, pare, “Il nome del figlio”). Infatti, tra le provocazioni principali che esibirò in scena, primeggia il nome molto di destra che vorrei dare al mio bambino nascituro. 

D. “Le paté de la maison” è tratto da un testo francese, le differenze culturali si assottigliano

nell’Europa cosmopolita?

Non tanto, abbiamo dovuto cambiare tantissimo dall’originale francese: era pieno di riferimenti precisi alla loro cultura e quasi incomprensibili per noi (numerosi richiami all’ebraismo e alla cucina araba nord africana). Rappresentiamo una famiglia italiana molto diversa dalla snob sofisticata francese. Buccirosso e Ferilli hanno addirittura introdotto in scena il personaggio di nostra madre che fa detonare tantissime situazioni esilaranti.

D.  C’è qualche episodio di rilievo durante le prove con Sabrina Ferilli e Maurizio Micheli  che può raccontarci?

Ridiamo molto mentre recitiamo. E facciamo sforzi sovraumani per non farcene accorgere. Le situazioni comiche sono così esplosive, che ancora dopo numerose repliche, con fatica, cerchiamo di non farci influenzare dalle risate travolgenti del pubblico.

D. Quanto è importante per lei la famiglia?

Dopo tanti anni di fiero convincimento da single, ho sentito improvvisamente che tutta quella libertà si stava trasformando in solitudine. Ho avuto genitori giganteschi. E dopo che sono passati a miglior vita sono diventati ancora più grandi. E sono ancora affianco a me tutti giorni. Ciao Mamma. Ma non potevo vivere senza una famiglia reale. E così mi sono finalmente sposato, oggi oltre mia figlia, mio fratello e mia sorella, ho una vera meravigliosa moglie, una suocera anche lei gigantesca e dei cognati irresistibili. Si, credo che sia importante la famiglia per me.

D. Ultimamente lei è stato regista, autore di un cortometraggio che ha fatto incetta di premi. Progetti per il futuro?

Continuare a cercare di realizzare progetti che mi piacciono. Per il teatro e per il cinema. Quello che mi propongono spesso non mi appartiene.

D. Che cosa la diverte di più in questa vita?

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