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Warhol. In mostra a Roma il maestro della pop art

ROMA – Si può visitare nella capitale  un’interessante retrospettiva su Andy Warhol, curata da Peter Brant con il contributo di Francesco Bonami, che, dopo la tappa milanese, dove ha contato 225mila visitatori, è arrivata a Palazzo Cipolla fino al 28 settembre. Peter Brant, grande collezionista oltre che amico di Warhol, acquistò il suo primo lavoro nel 1967 per pochi dollari e non smise per oltre quaranta anni: oggi questo tesoro artistico è in gran parte visibile da noi. 

Andy Warhol, nato Andrew Warhola Jr. (Pittsburgh6 agosto 1928 – New York22 febbraio 1987) è stato un pittore  predominante del movimento della Pop art,  tra gli artisti più influenti del XX secolo.  Studiò arte pubblicitaria al Carnegie Institute of Technology, l’attuale Carnegie Mellon University di Pittsburgh. Dopo la laurea, ottenuta nel 1949, si trasferì a New York. La “grande mela” gli offrì subito molteplici possibilità di affermarsi nel mondo della pubblicità, lavorando per riviste come Vogue e Glamour.   La sua attività artistica conta tantissime opere, che produceva in serie con l’ausilio dell’impianto serigrafico. Le più famose sono diventate delle icone:  Marilyn MonroeMao Tse-TungLiz Taylor  oggi visibili a Roma. Come lo é Elvis Presley raffigurato a ripetizione,  il suo metodo di successo. Prendendo immagini pubblicitarie di grandi marchi commerciali (famose le sue bottiglie di Coca Cola) o immagini d’impatto come incidenti stradali o sedie elettriche – quest’ultime anch’esse esposte –  Warhol riusciva a svuotarle di ogni significato grazie alla ripetizione dell’immagine stessa su vasta scala. Accanto alle famosissime “Campbell soup”  troviamo tele meno conosciute come “Oxidation Painting” realizzata nel 1978: due metri di lunghezza, dipinta non con i soliti colori fluorescenti, ma con pigmenti di rame e urina. 

Nella mostra c’è anche una sezione dedicata alle famose Polaroid, che raccoglie i protagonisti di un’epoca, dallo stilista Yves Saint-Laurent, a un Mick Jagger sbarbato e a torso nudo, a un Pelé, a Liza Minelli, Sylvester Stallone, Diana Ross, Jane Fonda.

Andy Warhol sosteneva di essere brutto, ed è invece affascinante nel suo famosissimo ritratto con i capelli “a fuoco d’artificio” e il volto emaciato esprime sensualità.

Un’ intera sezione è dedicata alla “Silver factory”: lo studio creato nel 1962 in un edificio ormai demolito in Midtown Manhattan, officina di un’intera generazione di artisti. A Palazzo Cipolla l’atmosfera del luogo è ricreata con l’argento alle pareti, proprio come al quinto piano di 231 East 47th Street, dove carta stagnola e vernice d’argento circondavano  l’arte che nasceva.

Un documentario racconta un momento drammatico della vita del pittore: il 3 giugno 1968, una femminista radicale nonché frequentatrice della “Factory”, Valerie Solanas, accusando l’artista di manipolazione e sfruttamento, sparò a Warhol e al suo compagno di allora, Mario Amaya. Entrambi sopravvissero, anche se Warhol  riportò gravi ferite e si salvò in extremis. Dopo questa vicenda le apparizioni pubbliche di Andy Warhol diminuirono drasticamente. L’artista non volle testimoniare contro la sua attentatrice. 

Il pittore Giacomo Piccoli, che sta preparando su commissione un ritratto del compianto Nino Manfredi, in visita alla mostra ha rilasciato questa dichiarazione: “Ottima sotto tanti punti di vista la mostra delle opere di ANDY WARHOL a Roma. Buona anche la disposizione  cronologia  del percorso espositivo. Da notare però una piccola lacuna, nel non aver citato con accuratezza, un periodo fondamentale nella formazione di Warhol, quella della sua permanenza in Italia tra gli anni 70/80. Egli amò Napoli (molto più di Firenze) e fu artisticamente formativa la sua collaborazione con  il grande collezionista e mecenate partenopeo LUCIO AMELIO e del suo innamoramento per  JOSEPH BEUYS (di grande input proprio la rassegna  chiamata Beuys by Warhol). Egli scrive: <<Amo Napoli perché è come New York, per i tanti travestiti e per i rifiuti per strada. L’amore ed il sesso stanno bene insieme e va anche bene il sesso senza amore e amore senza il sesso. Sono l’amore e il sesso individuali che vanno male…>> La rottura degli schemi borghesi assume quindi proprio nel periodo partenopeo un valore essenziale nella formazione della sua complessa personalità. Amelio intuisce che Warhol è potenzialmente trendy, può cioè  fare Tendenza”.

Warhol
Mostra a cura di Peter Brant con Francesco Bonami 
Fondazione Roma Museo  –  Palazzo Cipolla Via del Corso, 320
Fino al 28 settembre 2014
Biglietti: Intero € 14 (audioguida inclusa) Ridotto € 12 (audioguida inclusa)
Orari: Lunedì dalle 14 alle 20 Da martedì a domenica dalle 10 alle 20 
(la biglietteria chiude un’ora prima)  Aperture straordinarie: 15 agosto (10-20)


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