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Intervista a Paola Picasso, la regina italiana del genere rosa

ROMA – Paola Picasso è il prototipo del grande narratore, una persona baciata dalla grazia del saper raccontare storie con una prolificità incredibile. E’ la scrittrice contemporanea che più incarna attraverso i suoi racconti di donne il sogno del vastissimo pubblico femminile italiano di romanzi romantici.

Paola Picasso è la regina del genere “rosa” in Italia. Nata a Bologna, vive a Roma dove si dedica alla sua attività di autrice e traduttrice di successo. Ha pubblicato più di 200 libri per le più grandi case editrici italiane, tra cui la Harlequin Mondadori e la Curcio per la Collana Bluemoon. Se a qualcuno il suo nome suonasse nuovo è solo perché spesso ha usato suggestivi pseudonimi. Paola Picasso scrive racconti e  tiene  la rubrica della “Posta del cuore” del nuovissimo magazine letterario Pink, diretto da Alessandra Bazardi. In questa intervista si racconta ai lettori di Dazebao.

D) Scrittori si diventa, o si nasce?

R) Secondo me si nasce con la passione di scrivere. Diventare uno scrittore richiede studio e un grande impegno, tenendo sempre presente che il grande talento è raro.

D) Nella sua famiglia c’erano scrittori?

R) Scrittori “in pectore” forse. Ho ancora delle bellissime lettere che mio padre scriveva a mia madre, ma nessuna opera prodotta dalla sua fantasia.

D) Com’era Paola Picasso da bambina?

R) Una piccola peste, direbbe la mia adorata nonna a cui ero affidata. Vivace, energica, ribelle, ma generosa con gli amici,  amante della giustizia e pazza per le favole prima e per  la lettura in seguito.

D) Come ha fatto a convincere la prima casa editrice?

R) Mi aiutò la fortuna. Avevo scritto molte favole. Le mandai alla Casa Editrice “LA SCUOLA”  proprio mentre preparavano una nuova collana e tutti i miei libri  vi entrarono. In seguito venni contattata da Ciambricco, mitico direttore editoriale di “Polvere di stelle” e cominciai a scrivere romanzi rosa a getto continuo. Da allora non ho più smesso.

D) La scrittura è una traversata solitaria?

R) Lo è quasi sempre, nel senso che chi scrive deve isolarsi per dare spazio ai propri pensieri. Tuttavia per ben due volte ho collaborato con altre scrittrici dando vita a un’”Antologia Rinascimentale” e a  “Il Falco e la Rosa” affresco di Firenze attraverso i secoli. Edite entrambe da Mondadori. Un lavoro prodotto da sette teste diverse, ma accomunate dallo stesso desiderio di  confrontarsi e unirsi per dare vita a un prodotto in cui credevano fortemente. I nomi? Ciuffi, Camocardi, Albanese, Formenti,  Masella, Melville e la sottoscritta.

D) Quali sono le soddisfazioni più grandi nel suo lavoro?

R) Ricevere le lettere di lettrici che hanno letto le mie fiabe, i miei romanzi per adolescenti, quelli rosa e quelli contemporanei.  Ottenere dei piccoli riconoscimenti, toccare il cuore di alcune persone e non ultimo, incontrare degli editori disposti a leggermi con onestà.  Oggi riuscire a essere letti è già una fortuna.

D) Una donna che sia dotata d’ingegno ha egual fortuna con gli uomini?

R) Se l’ingegno è reale, la donna che lo possiede riuscirà a farsi apprezzare anche dagli uomini. L’intelligenza  che non è limitata a un solo campo, vince sempre.

D) Perché la maggior parte di chi legge è femmina?

R) In genere la meditazione  appartiene maggiormente alle donne e leggere allarga la mente e aiuta a  riflettere. Ma c’è di più. Le donne generalmente inseguono dei sogni e   quasi sempre li trovano nelle pagine di un romanzo con la loro realizzazione, specie nei racconti d’amore. In ogni caso, anche se la storia finisce male, la lettrice avrà trovato una sua simile e si sentirà meno sola.

D) Cosa consiglia a un giovane autore che voglia pubblicare?

R)  Per prima cosa leggere, leggere, leggere. Poi modestia, tenacia, capacità di sacrificio e capacità di assorbire critiche e  delusioni senza mai perdere  la curiosità per la vita, unica fonte inesauribile  d’ispirazione.

D) Cosa la diverte di più nella vita?

R) La vita.

 

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