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VENEZIA – Bertrand Tavernier, nato a Lione nel 1941, è regista, sceneggiatore, produttore, scrittore e presidente dell’“Institut Louis Lumière” di Lione. Figlio d’arte –  suo padre è stato lo scrittore, poeta ed esponente della resistenza René Tavernier – Bernard ha ereditato geneticamente la stessa inclinazione: sin da adolescente si è appassionato al cinema.  Trasferitosi  a Parigi dopo la guerra, attraverso il compagno di liceo Volker Schloendorff, ha conosciuto la Cinémathèque.

Negli anni ’60 è divenuto critico cinematografico di importanti riviste. Nel 1970 con Jean-Pierre Coursadon ha dato alle stampe 30 anni di cinema americano (Omnibus),  considerata da molti cinefili la bibbia francese su questo argomento. Ha debuttato nella settima arte come assistente di Jean-Pierre Melville. La sua è presto divenuta una carriera entusiasmante: regista di fama internazionale, molto conosciuto anche in Italia, Bertrand Tavernier è stato due volte in Concorso alla Mostra di Venezia, nel 1986 con Round Midnight– A mezzanotte circa (vincitore dell’Oscar per la colonna sonora e la nomination per il protagonista, il sassofonista statunitense Dexter Gordon) e nel 1992 con il poliziesco Legge 627. Tavernier ha ricevuto l’Orso d’argento al Festival di Berlino per il suo lungometraggio d’esordio L’orologiaio di Saint-Paul (1974), tratto da Simenon, e sempre a Berlino ha vinto l’Orso d’oro nel 1995 per il poliziesco L’esca. Nel 1984 ha ottenuto il Premio per la miglior regia al Festival di Cannes per Una domenica in campagna. Ha vinto in tutto quattro premi César (l’Oscar francese).

Con la figlia Tiffany (scrittrice e sceneggiatrice) ha scritto Holy Lola (2004), esplorazione dell’universo dell’adozione in Cambogia, ma anche, per la prima volta nella sua opera, ritratto sensibile di una coppia d’oggi. In una Louisiana devastata dall’uragano Katrina ha girato In the Electric Mist – L’occhio del ciclone (2009) adattamento di un “noir” di James Lee Burke con Tommy Lee Jones. Nel 2010 ha presentato in concorso a Cannes La princesse de Montpensier, sguardo nel cuore degli intrighi d’amore e di potere nella Francia del XVI secolo. Con la commedia Quay d’Orsay (2013), premiata per la sceneggiatura al Festival di San Sebastian, si è cimentato con la politica francese, affidando a Thierry Lhermitte il compito d’interpretare un ministro degli esteri fortemente ispirato a Dominique de Villepin.

Al regista Bertrand Tavernier la 72. Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia (2 – 12 settembre 2015) ha attribuito il Leone d’oro alla Carriera. Alberto Barbera, direttore della Mostra, ne ha dato questa motivazione : “Tavernier è un autore completo, istintivamente anticonformista, coraggiosamente eclettico. L’insieme dei suoi film costituisce un corpus in parte anomalo nel panorama del cinema francese degli ultimi quarant’anni”. E aggiunge: “Tavernier è anche un appassionato critico cinematografico, caratterizzato da uno spiccato gusto antiaccademico e da una predilezione per la scoperta e la rivalutazione di artisti sconosciuti. Talento messo a frutto in testi memorabili che costituiscono opera di riferimento per chiunque voglia ripercorre la storia del cinema francese, americano e italiano in particolare, con l’aiuto dello sguardo raffinato e non convenzionale di un cinefilo che rifugge ogni tentazione dogmatica, facendo prova di un’apertura di spirito, di una curiosità e di una larghezza di vedute inconsuete”.

Tavernier riceverà il riconoscimento durante la 72. Mostra di Venezia. Inoltre, per la sezione Venezia Classici, Tavernier selezionerà alcuni titoli rari, dimenticati o sottovalutati, che presenterà prima della proiezione, in veste di Guest Director della sezione stessa.

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