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Altro che ripresa. Cresce il disagio nelle famiglie

ROMA – “Si parla di segnali di ripresa, speriamo che siano reali.

Ma dal punto di vista delle parrocchie, delle associazioni di volontariato, delle Caritas, i dati che emergono sono quelli di una crisi e di un disagio crescente nelle famiglie”. E’ quanto afferma in un’intervista a La Stampa il presidente della Conferenza episcopale italiana, cardinale Angelo Bagnasco.

Insomma, arriva l’ennesima affermazione che di fatto smentisce quanto  va raccontando il premier Matteo Renzi, il quale sembra aver perso completamente il senso della reale situazione italiana, se mai ce l’ha avuta. “Se ci sono segnali di ripresa a livello di macroeconomia e di finanza, per ora non ne vediamo assolutamente le ricadute a livello occupazionale – precisa ancora Bagnasco – . La gente continua a perdere lavoro e a non trovare lavoro: sia i giovani sempre più sfiduciati, sia le persone adulte, con famiglia e mutui da pagare”.

Insomma inutile dire che tornano gli utlimi rapporti dell’istat che non promettono nulla di buona con 15 milioni di persone sulla soglia della povertà. Ma c’è dell’altro che arriva da un’analisi del Centro studi di Unimpresa, secondo cui nell’ultimo anno, ogni mese non sono stati spesi o investiti, in media, 6,5 miliardi. 

Le famiglie, ovvero quelle che riescono ad arrivare a fine mese, non spendono e lasciano in banca oltre 30 miliardi di euro in un anno: vuol dire che non spendono e quindi ogni mese vengono accantonati 2,5 miliardi. Negli ultimi 12 mesi è passato infatti da 861 a 891 miliardi, in aumento di oltre il 3%, l”ammontare delle riserve degli italiani. Questi i dati principali da ricercare nel timore di spendere e di nuove tasse e di investire, come spiega il presidente di Unimpresa, Paolo Longobardi.

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