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Non siamo merce. Rifugiati, richiedenti asilo e operatori uniti nella protesta

ROMA – Oltre duecentocinquanta tra richiedenti asilo e operatori dei centri di accoglienza hanno protestato stamattina a Roma con lo slogan “Non siamo merce”.

Una manifestazione carica di determinazione contro il sistema affaristico che ha fatto dell’accoglienza un vero business sulla pelle dei richiedenti asilo e degli operatori dei centri: gli operatori lavorano con contratti precari, turni massacranti, spesso sotto inquadrati e sotto organico, mentre i richiedenti asilo non solo non ricevono in maniera puntuale la diaria, ma sono costretti a vivere in strutture dove mancano servizi minimi ed essenziali, quali il sostegno psicologico adeguato, i corsi di lingua italiana, vestiario e kit igienico, cibo di qualità non scadente. Sono inoltre lunghi i tempi per le audizioni in Commissione Territoriale, che troppo spesso si concludono con esito negativo.

Dopo alcuni momenti di ingiustificata tensione da parte delle forze dell’ordine, una delegazione di lavoratori e richiedenti asilo, accompagnati dal Senatore Alberto Airola del Movimento 5 Stelle, è stata ricevuta dal vicario del Prefetto di Roma, Ferdinando Santoriello.  La Prefettura si è impegnata a convocare un tavolo di confronto congiunto tra l’USB ed i Commissari del Consorzio 29 giugno; ad aumentare il monitoraggio per la verifica delle condizioni nei centri in relazione alla qualità dell’accoglienza e del lavoro, a valutare la possibilità di erogare il pocket money in forma pecuniaria invece degli attuali buoni pasto.

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