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Turismo. Niente rinnovo contratto. E’ sciopero generale

ROMA – A esattamente due settimane dall’inaugurazione di Expo 2015, circa un milione e cinquecentomila addetti del turismo incrocerà le braccia il 15 aprile prossimo.

Filcams Cgil, Fisascat Cisl e Uiltucs Uil hanno infatti proclamato uno sciopero generale dell’intero settore i cui contratti di lavoro sono al palo da ormai 48 mesi. Fipe, Fiavet (Confcommercio) Angem, Aci, Aica e Federturismo (Confindustria), Confesercenti hanno, infatti, fino ad ora, denunciano i sindacati, impedito il rinnovo dei contratti nazionali. «Ognuno a suo modo, con diverse intensità, dalla disdetta degli accordi esistenti alla semplice dilazione dei tempi, tutte queste parti datoriali hanno sempre inteso far pagare il costo della crisi ai soli lavoratori chiedendo che il contratto venisse finanziato attraverso la rinuncia da parte degli stessi a diritti e tutele esistenti ( scatti di anzianità, permessi, indennità di malattia etc). Il sindacato – sottolineano – ha fatto muro a queste pretese e si è giunti alla 28 esima ora di mobilitazione settoriale da quando la trattativa più di due anni fa è iniziata». «Non ci sono state date alternative. Nessuna possibilità di trovare un equilibrio che permettesse lo sblocco dei contratti. Lo sciopero non è che l’inizio di un percorso di mobilitazione che si muoverà in concomitanza non solo dell’Expo ma anche del Giubileo Straordinario, se le richieste di un milione e mezzo di lavoratori continueranno a non essere ascoltate», afferma Cristan Sesena, segretario nazionale della Filcams Cgil. 

 Aziende come Cir Food, dicono i sindacati, hanno vinto l’ appalto all’Esposizione Universale e continuano a pretendere tramite la loro associazione di rappresentanza, pesanti restituzioni ai tavoli nazionali. Gli alberghi di Confindustria chiuderanno il 2015 con incassi importanti grazie agli arrivi legati ad Expo e al Giubileo, e vorrebbero che i propri addetti rinunciassero agli scatti di anzianità, mentre la più grande loro associata (Nh) continua ininterrottamente a licenziare da tre anni.

“Dobbiamo rompere il silenzio sulle condizioni dei lavoratori cui è legata questa vertenza. Lavoratori spesso precari, a part time, molti dei quali donne e migranti”, è il monito del segretario. “Anche le istituzioni a partire dal Governo debbono cominciare a fare la loro parte. Il turismo, volano del rilancio del paese, il turismo il petrolio dell”Italia, come si sente affermare da più parti, non può prescindere da persone che con la loro professionalità e il loro lavoro creano l’accoglienza per chi arriva nel nostro paese. Secondo Sesena, “ignorare che questi lavoratori se costretti ad operare con salari bassi, tutele sempre più incerte, rischiano di non essere più in grado di offrire un servizio all’altezza del Brand Italia, significa alzare bandiera bianca e mettere in atto comportamenti che dimostrano come nell”economia turistica non si voglia investire se non a parole.

L ‘iniziativa di mobilitazione Turismo in sciopero, coinciderà con la giornata di lotta dei sindacati mondiali e europei in difesa dei diritti e della dignità dei dipendenti dei Fast Food “Global fast-food workers” action day”, #FightFor15. Come lo scorso anno, in tantissimi paesi del mondo si assisterà contemporaneamente a scioperi, cortei, presidi, dall”America all” Oceania passando per Asia e Europa, per denunciare le condizioni spesso alle soglie della schiavitù di chi lavora nelle multinazionali dei panini a partire da Mc Donald’s.

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