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Yemen. Operazione ‘tempesta decisiva’ contro gli sciiti Houthi

RIAD (ARABIA SAUDITA) – Dall’Egitto al Pakistan, dal Marocco alla Giordania.

Sono una decina i Paesi, del Golfo e non, che hanno dato il proprio sostegno all’operazione ‘Tempesta decisiva che l’Arabia Saudita ha lanciato contro i miliziani sciiti houthi nello Yemen. Lo riporta l’emittente al-Arabiya, spiegando che Riad ha schierato cento aerei da combattimento, 150mila soldati e altre unità navali per l’offensiva e che l’aviazione saudita ha preso il controllo dello spazio aereo yemenita. L’operazione è anche sostenuta dagli Usa, che hanno offerto sostegno logistico e di intelligence. I primi ad aderire alla coalizione guidata dall’Arabia Saudita per fermare l’avanzata deglli houthi nel sud dello Yemen e per «proteggere il governo legittimo» del presidente Abed Rabbo Mansour Hadi vi sono i Paesi del Golfo, ovvero Emirati Arabi Uniti, Bahrain, Qatar e Kuwait, convinti che gli houthi rappresentino una «grande minaccia» alla stabilità della regione.

In particolare, gli Emirati stanno contribuendo alla coalizione con 30 aerei da combattimenti, mentre il Bahrain ne ha messi a disposizione 15, come anche il Kuwait, e il Qatar 10. In campo anche l’aviazione della Giordania, presente con sei aerei da combattimento. Oltre alla Giordania, tra i Paesi ‘extra Golfò che hanno dato la loro disponibilità a inviare truppe di terra in Yemen ci sono Egitto, Marocco, Pakistan e Sudan. La Coalizione nazionale delle forze di opposizione siriana ha invece espresso il proprio sostegno politico all’operazione saudita e a Hadi come leader «legittimo» dello Yemen. 

Il timore è che gli sciiti Houthi possano chiedere l’appoggio dell’Iran ampliando così notevolmente il conflitto  tra sciiti e sunniti, le cui conseguenze per il medio oriente potrebbero essere davvero tragiche. 

Intanto si apprende che il presidente yemenita Abed Rabbo Mansour Hadi è arrivato in Oman. Lo ha reso noto Sky News Arabia. A metà febbraio Hadi era evaso dagli arresti domiciliari impostigli dagli houthi a Sanàa ed era fuggito ad Aden, nel sud dello Yemen. Ed è proprio qui che si era concentrata l’ultima offensiva degli houthi, che ieri avevano anche conquistato l’aeroporto internazionale di Aden, oggi nuovamente sotto il controllo dell’esercito. È da ieri che si susseguono affermazioni e smentite circa la presenza o meno di Hadi ad Aden. Fonti non ufficiali lo davano per fuggito, mentre quelle ufficiali, compreso il suo ministro degli Esteri, Riad Yassin, hanno sempre sostenuto che il presidente si trovasse ancora ad Aden e da qui guidasse la resistenza armata contro gli houthi. 

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