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L’incantatore Renzi. La sparata dei 350 miliardi di euro

ROMA – Matteo Renzi potrebbe fare l’incantatore dei serpenti. E bisogna ammettere che ci riesca piuttosto bene, ma solo nei luoghi e con il pubblico da lui scelti. Di sicuro, nonostante si reputi un uomo di sinistra, non lo vedrete mai in mezzo a un corteo di lavoratori licenziati, esodati o cassaintegrati. 

Lui preferisce le palatee modello Leopolda, come quella scelta per l’inaugurazione del salone del mobile a Milano.

“Chi si lamenta continui a farlo, noi salveremo l’Italia anche per loro” – ha esordito il premier, aggiungendo – “Faremo ciò che serve nella legge di stabilità, durante l’Expo, ma aiutiamoci tutti insieme perché qui è in ballo l’Italia”. Insomma, dice Renzi, “basta piangersi addosso, basta tirare in ballo la fuga dei cervelli, in Italia le capacità ci sono”.

Un ottimismo che sfiora addirittura la fantasia quando l’ex sindaco di Firenze torna a parlare di famiglie più ricche. Sì, perchè a detta del premier,  il timore della crisi ha creato un accomulo di ricchezza nei risparmi che ammonterebbe addirittura a 350 miliardi di euro.

Soldi probabilmente blindati dentro i caveau delle signorili banche italiane, le quali, sempre più diffidenti, guarda caso difficilmente prestano denaro a chi ne avrebbe veramente bisogno. Renzi, non per colpa sua, non lo può sapere perchè non essendo stato eletto dal popolo, il suo elettorato di riferimento è pari a poco più di 2 milioni di cittadini, tanti sono quelli che l’hanno votato alle primarie nel dicembre del 2013.

E proprio i lavoratori, quelli del turismo, scenderanno in piazza domani contro lo spezzettamente di questo strategico settore su cui Renzi non ha speso una parola. Ha parlato invece del Jobs Act e delle tante possibilità offerte agli imprenditori di assumere a costi molto più bassi rispetto a prima. Ma non ha detto che per combattere la concorrenza, anche quella del mobile, ci sarebbe bisogno di dare una stretta decisiva al libero mercato, al liberismo sfrenato che ha distrutto questa piccola italietta rendendola vulnerabile a qualsiasi vento economico, sia esso proveniente da Occidente o da Oriente. Insomma regole prima di tutto.

Renzi ha fatto ancora di più irritare quando ha tirato in ballo il sacrificio degli italiani. A quali concittadini si riferisse non è dato a sapere. Vale la pena ricordare anche l’ennesimo rapporto sulla situazione economica delle famiglie italiane condotta da Tecnè che parla addirittura di erosione della ricchezza causata da crisi e politiche economiche scarsamente lungimiranti.

Detta in soldoni oggi siamo meno fiduciosi e con il portafoglio vuoto. Renzi, dal canto suo replica che con ”questa storia che noi nel mondo globale non abbiamo piu’ le carte in regola e’ una boiata pazzesca”. E infine: “C’e’ tantissima gente che chiede piu’ Italia: la globalizzazione e’ una carta che noi possiamo spendere”.  Sì è vero, ma come dice Stefano Rodotà la globalizzazione vale quando passa attraverso i diritti delle persone e non dei mercati.

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