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Italicum, Pd fa la conta. Scissione all’orizzonte?

ROMA – -Il Pd va alla conta sulla legge elettorale. “Dopo mesi di dibattiti e discussioni oggi si decide”, ha detto ieri Renzi e a decidere sarà questa sera l”assemblea del gruppo alla Camera, che dovrà dire sì o no all”Italicum.

La sinistra Pd ieri ha confermato che, così com’è, la legge non è votabile ma, sul fronte della minoranza, sono riaffiorate le crepe dei mesi passati ed è su questi distinguo che Renzi vuole giocare la sua partita, pronto a calare la carta della fiducia in Aula.

Solo in serata, dopo l’assemblea del gruppo con il premier, si saprà se il partito resterà unito oppure se la spaccatura è inevitabile, con conseguenze che potrebbero portare alla scissione.

 “Siamo in cento contro la chiusura di Renzi rispetto all’Italicum e credo che questo clima di divisione interna che proponiamo anche all’esterno non faccia bene alle elezioni…”, ha detto Davide Zoggia, deputato della minoranza dem. E poi: “Non riesco a capire come Renzi non colga che questo clima ci danneggia anche a livello elettorale: presentarci alle regionali così divisi e litigiosi, di certo non giova”. Secondo il deputato bersaniano porre la fiducia sull’Italicum “sarebbe una caduta. E non di stile. Sarebbe un errore politico”.

“Io – aggiunge Zoggia –  riconosco la leadership di Renzi”, “al segretario chiediamo rispetto, ma non rompiamo”. Quindi aggiunge: “Saremo corretti, trasparenti e determinati. La lealtà deve essere reciproca. Noi non faremo filibustering in commissione e giocheremo a viso scoperto in Aula, senza furbizie tattiche. Però il segretario non deve calpestarci, come fossimo una banda di masnadieri disperati. Deve riconoscere, almeno, che la nostra posizione ha cittadinanza nel partito”. Infine garantisce che nessuno vuole la scissione: “Non poniamo aut aut, però chiediamo dignità. Anche i renziani dovrebbero abbassare un po’ le difese”.

Interviene sulla scottante questione anche la vicesegretaria del Pd Debora Serracchiani: “Se le posizioni della minoranza rimarranno inamovibili non c’e’ alternativa alla fiducia”. “La resa dei conti non è l’intenzione di Renzi e della maggioranza del Pd. Considerare questo passaggio come una sfida non serve al Paese. L’Italicum è il frutto del lungo lavoro fatto anche nel partito per accogliere i contributi della minoranza oltre che di altre forze  politiche”.

Le parole della Serracchiani fanno comunque irritare Sel. “Come si permette la Serracchiani che non è deputata né ministro di minacciare la fiducia sull’Italicum? Tratta il Parlamento come una sezione del Pd”, scrive su Twitter il capogruppo dei deputati di Sel a Montecitorio  Arturo Scotto.

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