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Italicum. Governo incassa terzo sì. Opposizioni verso l’Aventino

LA SCHEDA DELL’ITALICUM

Il governo ottiene anche la terza fiducia con 342 voti favorevoli e 15 contrari.

ROMA – Le opposizioni non hanno partecipato alla terza votazione. Una decisione che sarebbe stata presa dopo una serie di contatti tra i vari capigruppo di Fi, Lega, M5s, Fdi e Sel. Le opposizioni puntano infatti a portare la battaglia contro l’Italicum fuori dall’aula parlamentare. E così M5s, in primis, ma anche Sel e Forza Italia chiamano in causa la possibilità di ricorrere al referendum abrogativo.L’aula di Montecitorio sancisce così il via libera all’articolo 4 della riforma. 

Inutile dire che il risultato ha provocato un vero e proprio terremto non solo all’interno del Partito Democratico. Non rientra infatti il dissenso di una parte della minoranza del Pd sull’Italicum: al terzo voto di fiducia sono sempre 38, come ieri e come stamattina, i deputati dem che non partecipano. Secondo quanto emerge dai tabulati, inoltre, la maggioranza, rispetto al voto di questa mattina perde 8 voti fermandosi a 342 sì. Non hanno partecipato al voto anche due deputati  di Per l’Italia-Centro Democratico (Gian Luigi Gigli e Mario Caruso), tre di Scelta Civica (Adriana Galgano, Salvatore Matarrese, Valentina Vezzali), sei di Area Popolare (Antonino Bosco, Angelo Cera, Nunzia De Girolamo, Giuseppe De Mita, Antonino Minardo e Filippo Piccone). In totale 11 centristi.

Piena soddisfazione per il risultato arriva da Deborah Serracchiani. “Siamo vicini al traguardo e auspico che nel voto finale si ritrovino anche coloro che hanno approvato questo testo nei precedenti passaggi parlamentari”. La vicesegretaria nazionale del Partito Democratico ha poi aggiunto:”Il terzo sì della Camera ci porta ad un passo dall’approvazione definitiva di una legge che in primo luogo archivia l’era del Porcellum e i suoi dannosi effetti collaterali. Ma soprattutto stiamo portando a termine una riforma decisiva: con la previsione del premio di maggioranza alla lista più votata e il doppio turno si realizzano le condizioni per una compiuta democrazia dell’alternanza. E sicuramente questo obiettivo appartiene al Partito democratico fin dalle sue origini””.

Tuonano le opposizioni

Civati, ora referendum, scelgano cittadini Quello che i parlamentari non hanno potuto fare, cioè votare i necessari miglioramenti dell’Italicum, lo potranno fare i cittadini con un bel referendum”. E’ la proposta di Pippo Civati che annuncia di “partire anche subito per preparare i quesiti”.  “Visto che nel Palazzo, al chiuso (in tutti i sensi) – sostiene il deputato tra i 38 dem che non hanno votato la fiducia sulla riforma elettorale – non si può, facciamolo all’aria aperta. La sovranità appartiene al popolo”.

Lo scontro acceso con le opposizioni di Fi, Lega, M5s, Fdi e Sel  che ora hanno scelto la strada dell’Aventino tentando di mantenere una linea comune. Infatti, l’atto finale , si consumerò il prossimo lunedì sera, giorno cruciale dell’ultimo voto.   “Faremo di tutto per far saltare il provvedimento”, dice il presidente dei deputati di Sel, Arturo Scotto, rispondendo ai giornalisti che in Transatlantico gli hanno chiesto se le opposizioni lunedì parteciperanno al voto finale sull’Italicum e se chiederanno lo scrutinio segreto. “Non abbiamo ancora deciso”, spiega. 

“Anche con la terza fiducia Renzi sempre più solo” sottolinea invece Renato Brunetta, capogruppo di Forza Italia alla Camera dei deputati. “Come opposizione abbiamo deciso di non partecipare al voto e il risultato è che Renzi e i suoi compagni possono contare su 342 voti, sempre di meno”.  “Solitudine di Renzi. Sta facendo questa legge elettorale a colpi di maggioranza, da solo, usando il premio di maggioranza incostituzionale che ancora gli consente di governare. Usare i 130 deputati dichiarati illegittimi dalla Consulta per cambiare a proprio vantaggio la legge elettorale è francamente un abominio”.

 

 

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