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Migranti. Ue approva agenda, divisione sulle quote obbligatorie

BRUXELLES – La Commissione Ue ha approvato l’agenda per una nuova politica dell’immigrazione. Secondo quanto concordato  nelle bozze l’agenda prevede che saranno reinsediati in Europa 20 mila profughi, di cui il 9,94% in Italia. Non sono invece stati fissati numeri per la redistribuzione degli immigrati già sbarcati, ma all’Italia spetterà una quota dell’11,84%. E’ quanto si apprende mentre la riunione del collegio è ancora in corso.

Il capo della diplomazia Federica Mogherini  ha ringraziato  in un messaggio postato su Twitter il presidente della Commissione Jean-Claude Juncker, il vicepresidente Frans Timmermans e il commissario per gli Affari interni Dimitris Avramopoulos “per l’eccellente lavoro di squadra” che ha portato all’approvazione dell’agenda Ue per l’immigrazione.
 Si  tratterà di un cambio radicale di passo rispetto al passato, con un sistema di quote obbligatorie per la “redistribuzione” dei richiedenti asilo fra i diversi paesi Ue, sulla base di criteri come il prodotto interno lordo, la popolazione del paese, il tasso di disoccupazione e le cifre passate sui richiedenti asilo.

 Il documento comprende poi la conferma del rafforzamento di Frontex, la creazione di “hotspot” nei paesi più esposti, il sostegno alla missione Csdp, e programmi di protezione e sviluppo regionale in Nord Africa e nel Corno d’Africa.

Oltre a queste misure più urgenti, l’agenda della Commissione prevede anche una strategia di lungo periodo, con parti dedicate alla cooperazione allo sviluppo, l’aiuto ai rifugiati, le politiche sulle riammissione e la migrazione regolare. La proposta della Commissione dovrà come sempre essere approvata dai Ventotto e dal Parlamento: e già si sono delineati gli schieramenti di paesi che potrebbero mettersi di traverso.

I paesi più  esposti agli sbarchi, Italia, Spagna, Grecia, Francia e Malta, sono i maggiori sostenitori della nuova politica,  affiancati anche da Germania, Svezia, Austria e Paesi Bassi, fra le mete più richieste dai migranti. Meno favorevoli a una politica di quote obbligatorie sono soprattutto i paesi dell’Est Europa, Polonia, Ungheria, Romana, Repubblica Ceca, Slovacchia, i Baltici. Regno Unito e Irlanda sono esclusi dagli obblighi comunitari in questo settore e dovrebbero decidere (il cosiddetto “opt in”) se partecipare alle iniziative. Londra ha comunque già fatto sapere di essere contraria alle quote obbligatorie.

Alfano, oggi potrebbe cadere il ‘muro di Dublino’

“Oggi è il giorno della verità, oggi potrebbe cadere il muro di Dublino, la direttiva cioé che impone ai migranti di restare nel Paese del primo ingresso”. Così si è espresso questa mattina il ministro dell’Interno Angelino Alfano in una intervista su su Rai Radio 1. “Se oggi strappassimo il si’ sulle quote dei migranti – ha aggiunto -, ossia se ciascun Paese, sostanzialmente per via obbligatoria, accettasse di ricevere una quota di migranti che entrano in Europa, questo sarebbe davvero un primo successo importante. Si consentirebbe una circolazione ampia dei migranti, che a quel punto potrebbero andare in altri Paesi d’Europa e non solo in Italia. Non dimentichiamo che dopo la strage di Lampedusa, l’Italia fu lasciata completamente sola, spendendo 300mila euro al giorno e 9 milioni al mese, nell”ambito dell’operazione Mare Nostrum”. “Siamo uno Stato sovrano e per quanto riguarda le verifiche sui migranti siamo pronti a continuare a fare da soli, come abbiamo fatto sinora. Ma – ha concesso Alfano – se ciò si inserisce nell’ambito di un accordo più ampio di ripartizione dei migranti, nel solco di una europeizzazione del problema, non sono contrario all’ingresso di funzionari internazionali che vengano a lavorare insieme a noi. Se invece, vengono soltanto a raccogliere le impronte digitali e a controllare noi che già ci facciamo carico di tutto, allora no”. 

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