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Scuola. Uno studente su 3 denuncia casi di omofobia

ROMA – Uno studente su 3 denuncia casi di discriminazione o bullismo nei confronti di alunni gay.

E’ quanto emerge da un’indagine svolta su 4mila studenti delle scuole medie e superiori dal portale Skuola.net alla vigilia della Giornata internazionale contro l’omofobia. Non solo il 32% dei ragazzi intervistati denuncia casi di omofobia, ma il 5% del campione dichiara che sono stati i professori stessi a macchiarsi di atti di omofobia. Temi delicati come l’omosessualità, del resto, sembrano ancora un tabù nel mondo scolastico italiano. Ben il 33% dei ragazzi non ha mai affrontato l’argomento a scuola, né tra coetanei né con gli insegnanti. Ma quando il tema viene dibattuto, la situazione non migliora perché il 14% dei ragazzi confessa di aver sentito parlare i propri insegnanti dell’omosessualità come di una malattia. Interpellato da Skuola.net, 1 ragazzo su 3 non sa poi con esattezza cosa vuole dire il termine “omofobia”. “Prima di parlare di omofobia a scuola, è necessario parlare di sesso-fobia” dichiara Fiorenzo Gimelli, presidente nazionale Agedo, Associazione Genitori di Omosessuali, che riunisce le famiglie e gli amici di persone lesbiche, gay, bisessuali e transgender. “Da anni insistiamo sulla necessità di insegnare l’educazione alla sessualità e all’affettività a scuola, ma incontriamo troppe resistenze. E’ chiaro – continua Gimelli – che se non si hanno i mezzi per gestire le proprie pulsioni e i propri sentimenti sia difficile entrare in relazione con gli altri, e si generi discriminazione e omofobia.

Quando sono oggetto di bullismo poi troppo spesso i ragazzi gay sono soli nella loro battaglia. Si pensi – sostiene Gimelli – che solo circa il 20% dei ragazzi gay ha fatto coming out, così spesso la famiglia neanche immagina ciò che stanno passando. E la scuola al momento non è preparata ad accoglierli. E’ un vero problema se si pensa che il 5-10% della popolazione umana è omosessuale: questo vuol dire che tutti noi abbiamo tra amici e parenti una persona gay”. L’insicurezza dei giovanissimi nel relazionarsi al tema dell’omosessualità si manifesta anche quando sono messi di fronte a casi reali di discriminazione e di omofobia. Il 33% dei ragazzi che sostengono che nella propria scuola sono avvenuti episodi di omofobia, dichiara di non aver fatto niente per reagire. Quando i casi di omofobia sono avvenuti online (9% del totale), è ben il 54% a dire di aver scelto di rimanere in disparte senza prendere iniziative. Se poi si avessero dubbi sulla propria identità sessuale, o si acquisisse la consapevolezza di essere gay, circa 1 su 5 si chiuderebbe nel più assoluto silenzio. Dalla ricerca tuttavia emergono elementi interessanti riguardo al genere. Se dovessero rendersi conto di essere omosessuali, le ragazze sarebbero disposte in misura nettamente maggiore di confidarsi con i genitori e avrebbero meno problemi nel coming out. I ragazzi, invece, si chiuderebbero in sé stessi. Allo stesso modo le ragazze dimostrano una maggiore sensibilità sul tema, rispondendo con più reattività di fronte ai casi di omofobia.

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