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Boeri, l’emergenza rimane la povertà

ROMA – L’Inps accoglie con favore la decisione del governo di risarcire con un rimborso una tantum i pensionati dopo la sentenza della Corte Costituzionale sulla riforma Fornero.

E lo fa, con le parole del presidente Tito Boeri, perché “se il governo avesse impiegato tutti i 18 miliardi” che sarebbero stati interessati dal rimborso completo, “non si sarebbe potuto affrontare l’emergenza sociale” costituita “dallo stato di aumentata povertà”. Boeri, che ha preso parte a una iniziativa per i 70 anni del patronato Inca-Cgil e poi è stato ascoltato alla Camera, ha spiegato che la priorità è quella di “adottare misure di contrasto alla povertà”, che con la crisi “è aumentata di un terzo”. Boeri anticipa che l’Inps ha intenzione di implementare una serie di proposte e iniziative che riguardano sia l’assistenza che la previdenza ” e che saranno messe in pratica immediatamente, con le sole forze ed energie di cui l’Istituto dispone”. In particolare, spiega Boeri, gli interventi riguarderanno la fascia d’età tra i 55 e i 65 anni, “la più vulnerabile, con cui possibile creare delle misure con le risorse di cui già oggi si dispone”, mentre per le altre fasce “può pensarci il governo” senza che vi sia alcuna contraddizione: “a quel punto davvero si potrebbe avere un sistema di reddito minimo che supporti l’intera popolazione italiana”.

Secondo Boeri, per colpa della crisi “il dieci per cento della popolazione più povera ha subito una riduzione del proprio reddito equivalente attorno al 27 per cento, mentre il dieci per cento più ricco ha subito una riduzione del 5%”. Un aumento della povertà, è l’accusa forte, che “non era affatto inevitabile, visto che in altri Paesi con crisi comparabili questo non è avvenuto”: il problema in Italia è che non è stato pensato “un sistema di erogazione, trasferimenti alle famiglie in grado di contrastare efficacemente la povertà”. Boeri suggerisce poi di concentrarsi sulla flessibilità in uscita, perché “se a metà degli anni ’90 avessimo passato pro-rata tutte le persone immediatamente al sistema contributivo avremmo la possibilità di affrontare questo discorso in un modo diverso. Adesso dobbiamo usare il riferimento al sistema contributivo anche nell’introdurre delle forme di flessibilità in Italia”. Intanto, annuncia il presidente, l’Inps ha già ricevuto 15mila domande per l’assegnazione del bonus bebè.

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