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ROMA –  Ci sono stati momenti di tensione oggi pomeriggio nel quartiere Boccea, dove Casapound è scesa in piazza con i comitati dei cittadini dopo l’incidente di Via Battistini costato la vita a una donna filippina di 44 anni, lo scorso mercoledì. Casapound ha infatti aderito al presidio indetto dai comitati fuori dalla stazione metro Battistini, a partire dalle 17,30 per protestare contro il degrado e chiedere la chiusura dei campi rom di via Cesare Lombroso e via della Monachina.

L’iniziativa è stata contestata da un centinaio di antagonisti che sono stati però allontanati con una carica dalla polizia. I due gruppi hanno scambiato slogan, tenuti sotto controllo dalle forze dell’ordine. “Alcuni italiani non si arrendono”, sullo striscione tricolore dei militanti della destra, che chiedono la chiusura dei campi rom, mentre sul fronte opposto si chiede “Solidarieta’ per Corazon e tutti gli immigrati”.

Intanto oggi il 17enne, accusato di concorso in omicidio per la morte di una filippina e il ferimento di altre otto persone a Roma, ha raccontato al gip del tribunale dei minori di essere lui al volante dell’auto, insieme a suo fratello e sua moglie.Il giovane, in base a quanto riferito dal suo difensore, l’avvocato Antonio Gugliotta, ha raccontato di non essersi fermato all’alt delle forze dell’ordine “perché spaventato e perché in una circostanza precedente era stato picchiato dalla polizia e pensava di prendere di nuovo delle botte perché non aveva patente e assicurazione”.

La Procura contesta il reato di concorso in omicidio anche a Bahto H., il padre dei due ragazzi. E’ fissato invece per domani l’interrogatorio di garanzia e l’udienza di convalida del fermo di Samuel H., il fratello di 19 anni accusato di concorso in omicidio per l’incidente. L’atto istruttorio si svolgerà nel carcere di Regina Coeli dove il giovane è detenuto dal primo giugno. “Probabilmente il mio assistito si avvarrà della facoltà di non rispondere”, annuncia l’avvocato Carola Gugliotta. 

Continuano intanto le indagini per verificare la presenza di un quarto uomo nell’auto pirata. Gli investigatori stanno ascoltando testimoni e raccogliendo nuovi elementi. Mancherebbero infatti gli ultimi tasselli per avere la certezza sul numero delle persone presenti in macchina.

Nell’auto pirata gli investigatori hanno trovato un cellulare usato dal 17enne: gli agenti sono sicuri che quella sera al volante ci fosse il diciassettenne, e che la macchina fosse usata abitualmente dal ragazzo.

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