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Mafia Roma. Ondata di arresti per business immigrati

ROMA – Un imponente blitz dei carabinieri è scattato all’alba mell’ambito della seconda parte di Mafia Capitale, nelle province di Roma, Rieti, Frosinone, L’Aquila, Catania ed Enna. 

Diversi i rappresentanti delle istituzioni locali sono stati arrestati, tra i qualil’ex presidente del consiglio comunale di Roma, Mirko Coratti, l’ex assessore alla Casa, Daniele Ozzimo e l’ex assessori alle politiche sociali, Angelo Scozzafava. Guai anche per i consiglieri, Massimo Caprari, Giordano Tredicine, e per l’ex presidente del X municipio,quello di Ostia,Andrea Tassone. Arrestati anche funzionari del Comune e della Regione Lazio, nonché  l sindaco di un comune dell’hinterland romano e per il fondatore di una cooperativa dell’hinterland romano. Ma non è tutto.   Tra i destinari del provvedimento restrittivo figura di nuovo Salvatore Buzzi, presidente della ‘cooperativa 29 giugno’, detenuto a Nuoro dallo scorso dicembre in quanto ritenuto uno dei capi dell’associazione di stampo mafioso assieme all’ex Nar, Massimo Carminati. Il gip Flavia Costantini ha invece bocciato la richiesta della procura di arrestare Luca Odevaine (comunque gia’ in carcere a Torino da sei mesi) e Giovanni Fiscon, ex dg di Ama, attualmente agli arresti domiciliari a Roma. 

“La mucca deve essere continuativamente foraggiata per poter essere continuativamente munta”. Cosi’ era solito dire  Buzzi giugno’, parlando con alcuni degli indagati coinvolti nell’inchiesta su ‘MafiaCapitale‘. Nell’ordinanza del gip Flavia Costantini, si spiega che “questa e’ un’eloquente dimostrazione di un rapporto corruttivo continuativo nel tempo”. “Le erogazioni di utilita’ di Buzzi, esecuzione della linea strategica delineata di concerto con Massimo Carminati – si legge nel provvedimento – avevano l’evidente funzione di asservire agli interessi del gruppo politici che gravitavano nei segmenti delle istituzioni maggiormente interessati ai rapporti con il gruppo medesimo”. 

Sempre nell’ordinanza vengono ipotizzati a vario titolo i reati di associazione di tipo mafioso, corruzione, turbativa d’asta, false fatturazioni, trasferimento fraudolento di valori ed altro. Contestualmente agli arresti, sono in corso perquisizioni a carico di altre 21 persone indagate per gli stessi reati.

I provvedimenti riguardano gli sviluppi delle indagini condotte dal Ros nei confronti di “Mafia Capitale”, il gruppo mafioso riconducibile a Massimo Carminati, ora in carcere. Secondo gli investigatori, gli accertamenti successivi a quella tornata di arresti hanno confermato “l’esistenza di una struttura mafiosa operante nella Capitale, cerniera tra ambiti criminali ed esponenti degli ambienti politici, amministrativi ed imprenditoriali locali”. In particolare le indagini hanno documentato quello che gli inquirenti definiscono un “ramificato sistema corruttivo finalizzato a favorire un cartello d’imprese, non solo riconducibili al sodalizio, interessato alla gestione dei centri di a

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