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Messico, il partito del presidente conserva maggioranza parlamento

CITTA’ DEL MESSICO- Il Partito rivoluzionario istituzionale del presidente Enrique Pena Nieto manterrà il controllo della Camera dei deputati del Messico con il sostegno dei suoi tradizionali alleati, il Partito Verde e la Nuova Alleanza.

Secondo i risultati comunicati dall’Istituto elettorale nazionale, non ancora definitivi, alle elezioni di medio termine di ieri il Pri ha ottenuto circa il 30% dei voti, contro il 22% del Partito conservatore di Azione nazionale. Un risultato, ricorda il quotidiano spagnolo el Pais, che segna per il Partito del presidente un passo indietro rispetto alle ultime elezioni (una decina di seggi in meno), a fronte di un buon incremendo degli alleati Verdi che passano da 27 a 41 deputati.Il capo dello Stato, insomma, non ha ricevuto alcun assegno in bianco da questa tornata elettorale, svoltasi al termine di una campagna segnata da gravi violenze, con i cartelli della droga accusati dell’uccisione di diversi candidati. E se la lotta ai narcos e il contrasto al malaffare restano in cima all’agenda presidenziale, sul piano politico Pena Nieto sarà chiamato, nei prossimi tre anni, ad arginare la forza dirompente di Jaime Rodriguez Calderon, El Bronco.Ex membro del Pri, si è presentato come indipendente ed è stato eletto governatore di Nuevo Léon, lo Stato più importante tra quelli in lizza.

La sua vittoria, ottenuta attraverso una massiccia partecipazione al voto (mentre su base nazionale l’affluenza è stata del 48,51%), rappresenta la sfida politica più grande per gli ultimi anni di mandato di Pena Nieto. “”Il nostro obiettivo è che nello stato di Nuevo Léon tornino tranquillità, felicità e opportunità per la gente. Il nostro obiettivo è che a Nuevo Léon torni un governo onesto””, ha detto El Bronco dopo la vittoria elettorale.La pesante sconfitta del Pri a Nuevo Léon, e più in generale la fragilità del partito del presidente sancita dalle elezioni, potrebbero ora aprire un periodo di riflessione interna che, secondo alcuni analisti, potrebbe anche condurre all’apertura di una crisi di governo. “”Spero che l’elezione di Rodriguez Calderon si trasformi in uno shock reale per i partiti, che dovranno porsi nuovi obiettivi. Senza dubbio avrà delle ripercussioni””, ha commentato l’ex direttore dell’Istituto elettorale federale, Luis Carlos Ugalde.

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