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Reddito, Rete della Conoscenza: “Renzi ci condanna all’emarginazione sociale”

ROMA – 
Dal palco di Repubblica delle Idee e durante la Direzione del PD, Matteo Renzi ha attaccato duramente la richiesta di introdurre un reddito minimo o di cittadinanza, bollando la misura come assistenzialista e incostituzionale.

Gli studenti della Rete della Conoscenza: “Renzi condanna migliaia di precari, disoccupati, indigenti all’emarginazione sociale”.

“Il Presidente del Consiglio è uscito allo scoperto con una netta chiusura proprio nella giornata nazionale di raccolta firme per un Reddito di Dignità che abbiamo sostenuto insieme a Libera e a tante altre associazioni.” – dichiara Riccardo Laterza, Portavoce Nazionale della Rete della Conoscenza – “Dopo l’inganno del Jobs Act, che ha smantellato i diritti del lavoro senza mantenere la promessa di universalizzare gli ammortizzatori sociali, adesso Renzi si schiera contro il reddito condannando centinaia di migliaia di giovani precari, disoccupati e indigenti all’emarginazione sociale”.

“Nonostante uno strumento del genere sia presente già in 24 Paesi europei e la stessa Unione Europea ne raccomandi l’adozione, Renzi ha avuto la faccia tosta di basare il suo affondo su due menzogne vere e proprie” – dichiara Alberto Campailla, Portavoce nazionale di Link – Coordinamento Universitario – “Non stiamo chiedendo un intervento assistenzialista, vogliamo al contrario che si superi l’attuale concezione familsita e residuale del welfare che lo stesso Governo promuove, nell’ottica di introdurre una misura universale di sostegno al reddito contro i ricatti della precarietà e per redistribuire la ricchezza in una società sempre più diseguale”.

“L’accusa di incostituzionalità mossa dal Premier è infondata e risulta inaccettabile di fronte all’inadempienza verso diritti fondamentali, a partire da quello allo studio” – dichiara Danilo Lampis, Coordinatore nazionale dell’Unione degli Studenti – “Nel nostro Paese la dispersione scolastica è fuori controllo e colpisce con maggiore intensità le Regioni del Sud, le famiglie meno abbienti o che vivono in contesti disagiati: pretendiamo l’introduzione di un reddito di formazione per consentire a tutti i ragazzi di completare la propria formazione e di poter accedere ai più alti gradi di istruzione, sottraendosi alla canalizzazione precoce in un mercato del lavoro dequalificato e sottoretribuito”.

“Con le sue ultime dichiarazioni Renzi riprende una retorica inaccettabile contro i fannulloni o i furbi e che promuove chi si rimbocca le maniche, magari lavorando gratuitamente o a pochi euro all’ora, senza diritti né tutele sociali” – concludono gli studenti nella nota – “Rigettiamo questo panorama di vero e proprio sfruttamneto, proseguiremo senza soste la mobilitazione per l’introduzione del reddito assieme alle tante realtà diverse che hanno posto con forza questo tema”

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