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Grecia al collasso. Verso una crisi incontrollabile

ROMA – Le parole di papa Francesco sono sempre dettate dal buon senso. 

Perfino quelle scritte nella Enciclica riguardo la questione greca: “Il salvataggio ad ogni costo delle banche”, compiuto  facendo pagare il prezzo alla popolazione, senza la ferma decisione di rivedere e riformare l’intero sistema, riafferma un dominio assoluto della finanza che non ha futuro e che potra’ solo generare nuove crisi dopo una lunga, costosa e apparente cura”. Insomma, non c’è dubbio che le parole sagge del Papa, evochino un  profondo e radicale cambiamento nell’ordine economico. “Oggi, – afferma ancora il Pontefice – pensando al bene comune, abbiamo bisogno in modo ineludibile che la politica e l’economia, in dialogo, si pongano decisamente al servizio della vita, specialmente della vita umana”. Eppure, nonostante gli allarmi reali proposti quotidianamente ai nostri occhi, l’Europa, gli stati occidentali – quelli definiti ricchi e democratici – continuano a far orecchie da mercante.

Fanno addirittura ridere per non piangere  le continue sollecitazioni che emeriti rappresentanti dell’Europa continuano a lanciare al governo di Atene, quasi potesse magicamente saldare il debito con lo schiocco delle dita.  E’ ormai chiaro ed evidente che il ripetto degli impegni non sarà mai più onorato; l’Europa paradossalmente sta pagando il prezzo di ritorno per cui è nata, sotto l’effigie della finanza speculativa, del libero mercato spesso incontrollato e del Quantitative Easing che ha dato finora liquidità alle banche ma non ai cittadini o alle imprese. Intanto le casse greche gridano vendetta. Grattare il fondo serve a ben poco, mentre la popolazione è allo stremo delle forze.

Forse la cancelliera Angela Merkel, il presidente della Commissione Ue Jean-Claude Juncker, Mario Draghi e lo stesso ministro delle Finanze tedesco Wolfgang Schaeuble, che oggi ha ancora bacchettato Tsipras tirando in ballo il principio degli aiuti solo in cambio di una contropartita, non si rendono conto della situazione reale e drammatica in cui versa la popolazione greca, un intero popolo che sta chiedendo di non essere sotterrato assieme alle politiche economiche disastrose di cui l’Europa ne è stata responsabile. Insomma, lo sforzo auspicato dalla troika nei confronti degli stati debitori come la Grecia per raggiungere un “compromesso” è cosa diventata impossibile. Una cartina tornasole sulla situazione ce l’ha fornita pochi giorni fa un articolo del britannico Daily Mail che,  in una inchiesta approfondita e particolareggiata, ha acceso i riflettori sulla sanità greca e quanto emerso è a dir poco sconvolgente. Quando uno stato taglia così tanto i servizi sociali al suo popolo perchè non ha più la possibilità di curare gli ammalati è il sintomo di una necrosi in atto irreversibile. Le misure di austerity subite hanno letteralmente messo in ginocchio un Paese. Inutile chiedere ulteriori sforzi. Sarebbe come chiedere a un paziente in come di svegliarsi a comando. 

Lo sa bene la BCE che non solo si sta preparando al peggio, ma sa benissimo che un’uscita della Grecia provocherà  dolori per tutti e l’incidenza sulla stabilità bancaria e finanziaria  aumenterà ulteriormente lo stato di una crisi economica, questa volta incontrollabile anche da chi l’ha provocata.  

 

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