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NEW YORK – “Il mondo è un caos” e “non c’è la possibilità di aiutare” molti dei quasi 60 milioni di migranti forzati presenti in tutto il mondo, ha ammesso l’Alto commissario Onu per i rifugiati, Antonio Guterres.

Oggi si celebra la Giornata mondiale del rifugiato, e per Guterres “è terrificante che da un lato coloro che fanno scoppiare i conflitti risultano sempre più impuniti e dall’altro sembra esserci apparentemente una totale incapacità da parte della comunità internazionale a lavorare insieme per fermare le guerre e costruire e mantenere la pace”.Il rapporto dell’agenzia Onu per i rifugiati (Unchr), intitolato “Il mondo in guerra”, ha riferito di un forte aumento del numero di persone costrette a fuggire dalle loro case, pari a 59,5 milioni alla fine del 2014, contro i i 51,2 milioni del 2013, sottolineando come più della metà dei rifugiati a livello mondiale siano bambini. “Il mondo è un caos e il dramma è se le persone pensano che gli operatori umanitari possono sistemare questo caos. Non è più possibile. Non abbiamo le capacità di rimettere insieme i pezzi. Sempre più persone soffrono e sfortunatamente per molti di loro non c’è possibilità di aiutarli”, ha detto Guterres.Secondo l’Unhcr, nel 2014 ogni giorno 42.500 persone diventate rifugiate, richiedenti asilo o sfollati interni; in tutto il mondo, una persona ogni 122 è attualmente un rifugiato, uno sfollato interno o un richiedente asilo. Questo si spiega con il fatto che negli ultimi cinque anni sono scoppiati o si sono riattivati almeno 15 conflitti: otto in Africa (Costa d’Avorio, Repubblica Centrafricana, Libia, Mali, Nord-Est della Nigeria, Repubblica Democratica del Congo, Sud Sudan e quest’anno Burundi); tre in Medio Oriente (Siria, Iraq e Yemen); uno in Europa (Ucraina) e tre in Asia (Kirghizistan, e diverse aree del Myanmar e del Pakistan). Nel frattempo permangono da decenni le condizioni di instabilità e conflitto in Afghanistan, Somalia e in altri Paesi, rendendo costante il flusso di migranti da questi luoghi.

A livello globale la Siria è il Paese da cui ha origine il maggior numero sia di sfollati interni (7,6 milioni) che di rifugiati (3,8 milioni), seguito da Afghanistan (2.590.000) e Somalia (1,1 milioni). E sono le nazioni meno ricche a farsi maggiormente carico dei rifugiati, ha sottolineato l’Unhcr: quasi 9 rifugiati su 10 (86%) si trovano in regioni e Paesi considerati economicamente meno sviluppati.In Europa c’è stato un aumento del 51% di migranti, pari a 6,7 milioni contro i 4,4 milioni del 2013, a causa del conflitto in Ucraina e del numero record di 219.000 arrivi sulle coste del Mediterraneo. “L’Europa non chiuderà gli occhi, nè potrebbe farlo quando molte di queste persone cercano un riparo sicuro sulle coste europee – ha dichiarato la Commissione europea – non c’è soluzione semplice a questo problema complesso, ma è chiaro che nessun Paese da solo può risolverlo. Per questo motivo lavoriamo ogni giorno con i partner internazionali per riportare stabilità e tutelare la pace”.Nello stesso rapporto è proprio Guterres a sottolineare che “in un’era di esodi forzati di massa senza precedenti, abbiamo bisogno di una risposta umanitaria senza precedenti e di un rinnovato impegno globale in favore della tolleranza e della protezione delle persone in fuga da conflitti e persecuzioni”.

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