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Alitalia. I lavoratori, bloccare i licenziamenti, tutelare gli esodati. Dal 2008, 12 mila persone lasciate a casa

Amoroso: “La proposta della Cub: un’ora e mezza di lavoro in meno per ricollocare i dipendenti espulsi” 

ROMA – Una proposta al ministero del Lavoro per ricollocare i lavoratori cassaintegrati di Alitalia. Come? Riducendo di un’ora e mezzo l’orario del personale in  servizio. E’ questa in sintesi la proposta che la Cub sta presentando al ministro in queste ore, mentre si svolge la manifestazione dei lavoratori davanti al dicastero a sostegno della piattaforma del Comitato per la Rioccupazione Stabile nel Trasporto Aereo

Come ci spiega Antonio Amoroso, delegato della Cub Trasporti, “le società del trasporto aereo continuano a mettere in  mobilità  il personale attraverso gli amortizzatori sociali, mentre operano vere e proprie  ristrutturazioni il cui unico scopo è quello di ridurre il costo del lavoro”. 

“E’ proprio in questo contesto che arriva la nostra proposta – puntualizza Amoroso – . Infatti, dati alla mano, abbiamo calcolato che il costo complessivo degli amortizzatori per i licenziamenti del 2014 sono pari a 23 milioni di euro all’anno, tra soldi versati per la mobilità sommati a quelli del fondo speciale del trasporto aereo, (derivanti dai biglietti venduti ndr) e gli 8 milioni e mezzo che la Regione Lazio ha stanziato per questa vertenza”.

“Cifra che in sostanza potrebbe essere usata dalle aziende stesse per ricollocare i licenziati attraverso l’abbattimento di un’ora e mezza del personale in servizio. Insomma nessuno resterebbe a casa”. “D’altra parte – spiega Amoroso –  il recente studio di MedioBanca dimostra che in termini percentuali l’Alitalia “pubblica”  è costata alle casse dello Stato molto meno rispetto alla gestione privata”. Insomma, altro che cerimoniali per presentare la nuova livrea e proclami di nuove 300 assunzioni.

“I dati del ministero del lavoro parlano chiaro. In soli sette anni sono circa 12mila le persone  in Alitalia che hanno perso il proprio posto di lavoro. Tra le 8 mila unità del 2008, le 2 mila del 2014 e tutte quelle professionalità che avevano un contratto a tempo determinato e non sono state più richiamate. Inutile aggiungere che ormai con la scusa della stagionalità si attua una vera e propria sostituzione dei lavoratori che invece vengono usati per 12 mesi l’anno”. Eppure – ricorda Amoroso – stiamo parlando di un settore che non conosce crisi. “Nonostante una leggera contrazione registrata dal 2011 al 2012, il trasporto aereo dei passeggeri è cresciuto del 10%, mentre quello delle merci del 16%. Nei soli primi cinque mesi del 2015 c’è stato un incremento pari al 7%. Un risultato che non solo dimostra l’incremento vertiginoso, ma che testimonia la bassissima incidenza della crisi economica in questo delicato settore.

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