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Scuola. La fiducia in Senato segna lo stop agli aspiranti insegnanti

ROMA – La riforma della scuola ha ottenuto il via libera con il voto di fiducia del Senato, che ha approvato un unico maxi-emendamento, rinunciando così a una degna e necessaria discussione in aula del disegno di legge 2994.

Tale linea non può non suscitare la delusione e lo sdegno di quanti si aspettavano un confronto realmente serio e costruttivo, e che ora promettono di far udire ancora la propria voce.

“Gli slogan comunicativi del Governo sbandieravano il merito di avere posto la scuola al centro del dibattito pubblico: essi però si sono rivelati solo delle vane promesse quando si è capito che il governo non avesse nessuna intenzione reale di confronto. – afferma Daniela Servello Coordinamento TFA II ciclo e Coordinamento Nazionale docenti di educazione musicale – Infatti, Il Governo ha ignorato le proposte che erano state avanzate da coloro che vivono la scuola ogni giorno sin dai tempi della consultazione online dello scorso autunno.”

“Forse il premier non si aspettava – dichiara Alessandra Operamolla, presidente di ADAM – che il mondo della scuola potesse esprimere cosi netta contrarietà ad una riforma che sconvolge i principi stessi su cui si basa l’istruzione pubblica. Una risposta unificata da parte di molte associazioni, realtà sindacali, docenti, studenti, genitori, che hanno costruito assieme un’opposizione ampia e unitaria e lontana dalle logiche di corporativismo.”

“Sul DDL scuola sono scesi in campo anche gli aspiranti insegnanti, studenti universitari e precari che hanno chiesto un sistema di accesso al ruolo chiaro e una riforma del sistema di abilitazione. Purtroppo le nostre istanze – afferma Alberto Campailla, portavoce di LINK – Coordinamento Universitario – non sono state accolte e vediamo che il governo decide di attuare una politica miope, che esclude gli abilitati più giovani dal piano di assunzioni senza tenere conto delle effettive esigenze del sistema scolastico e abbandonando i non abilitati, tra cui i neolaureati, nell’attesa di sapere se, come e quando si potranno abilitare o potranno partecipare ad un concorso.”

“Su questo voto di fiducia – ribadisce Nicola Iannalfo del Coordinamento Docenti Precari – pesa il ricatto che ha avuto come oggetto il piano di assunzioni straordinario per la stabilizzazione di centomila docenti. Di fronte alla richiesta di stralcio e di approvazione di un decreto d’urgenza per le assunzioni, che avrebbe permesso tempi di discussione più lunghi per il resto del DDL, vi è stato un no secco da parte del Governo, che ha addirittura minacciato di far saltare le assunzioni in caso l’opposizione al DDL avesse continuato a farsi sentire.”

Il Governo – ribadiscono le associazioni – ha quindi deciso di non imboccare una strada di buon senso e di porre la fiducia sul provvedimento. Prendiamo atto di questa ennesima espressione di autoritarismo, che ha ignorato mesi di mobilitazione dei precari della scuola. Non ci facciamo intimidire comunque: continueremo a lottare, dal prossimo autunno, con tutti gli strumenti previsti dalla democrazia per il riconoscimento dei nostri diritti, con uno sguardo aperto e generale alla difesa dell’istruzione pubblica e dei principi che la ispirano.”

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