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Il Jobs act non funziona, il Governo non ha nessun piano per l’occupazione

ROMA  –  I dati Istat, che evidenziano le oscillazioni mensili dell’occupazione, soprattutto quella giovanile, l’instabilità di quest’ultima e il legame proporzionale tra inattivi e disoccupati, dovrebbero trasformarsi in un elenco programmatico per il governo: è ancora possibile modificare radicalmente il Jobs act e varare vere politiche attive, un sistema di ammortizzatori che risponda alle esigenze del mercato del lavoro, e un piano che crei nuova occupazione. 

Dalle rilevazioni emerge un aspetto significativo, cioè che il legame tra inattivi e disoccupati è direttamente proporzionale: i primi a giugno sono 131mila in meno rispetto allo stesso mese del 2014, e i disoccupati nello stesso periodo sono aumentati di 85 mila unità, segno della crescita di partecipaizone al mercato del lavoro. 

Questo dovrebbe indicare al governo che occorrono vere politiche attive.A tal proposito ieri  è stato sottoscritto l’accordo con le Regioni sul nuovo modello di Agenzia per le politiche attive, ma nulla si dice su cosa sia chiamata a fare questa nuova struttura e, soprattutto, non ci sono risorse. Per contrastare la disoccupazione, soprattutto quella giovanile occorrono posti di lavoro e politiche di orientamento e formazione: quelle politiche attive che mancano nel Jobs act e che non possono limitarsi a una dote di ricollocazione per chi esaurisce la Naspi che non si sa bene né cosa sarà, né come funzionerà”.

Più complesso il dato sugli occupati, che mostra oscillazioni mensili (ad aprile + 0,6%, a maggio – 0,3%, a giugno – 0,1 % ma + 0,1 nel trimestre) in particolare per l’occupazione giovanile, che si conferma quindi instabile e di breve durata.

“Neanche in questo il Jobs act dà risposte, ma il governo è ancora in tempo a modificare radicalmente i decreti non ancora emanati, in particolare quello sugli ammortizzatori e sulle politiche attive. E guardando alla prossima legge di stabilità l’Esecutivo, per una volta, compia una scelta per il Paese e non per un pezzo di interessi: smetta di dare soldi a pioggia alle imprese e finanzi un piano per il lavoro che crei occupazione in particolare giovanile, sblocchi da subito il turn over nella P.A. e faccia politiche di investimento legate alle nuove assunzioni.

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