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Uno Bianca. Occhipinti chiede sconto, i familiari delle vittime indignati

BOLOGNA – Si torna a parlare della famigerata Uno Bianca, l’auto con la quale i fratelli Savi e il resto della banda sparsero terrore in Emilia Romagna tra il 1987 e il 1994. 

E’ la notizia pubblicata dal Resto del Carlino a scatenare le polemiche, ovvero dell’istanza presentata alla Corte di Assise di Bologna da parte di uno dei membri del gruppo criminale, Marino Occhipinti, il quale ha chiesto uno sconto di pena, usufruendo a posteriori del rito abbreviato, che commuterebbe l’ergastolo in 30 anni.

Un episodio che ha indignato Rosanna Zecchi, la presidente dell’associazione dei familiari delle vittime della Banda della Uno Bianca: “Io Occhipinti non lo perdono. E’ un assassino ed è stato zitto sette anni. Sapeva quello che facevano e se avesse parlato poteva salvare tante vite. Forse anche mio marito si sarebbe salvato”. 

Occhipinti, ex poliziotto attualmente detenuto a Padova, in semilibertà dal 2012, partecipò ad azioni del gruppo criminale che tra 1987 e il 1994 fu responsabile di 24 omicidi e 100 feriti tra Bologna, la Romagna e le Marche. E’ stato condannato per una rapina commessa insieme nel 1988 a Casalecchio di Reno, insieme ai fratelli Savi, leader della Banda. Nell’assalto fu uccisa la giovane guardia giurata Carlo Beccari.  Una richiesta simile, rigettata dai giudici, era stata fatta

negli scorsi mesi da Fabio Savi. Tali istanze si richiamano a una sentenza della Corte europea dei diritti dell’uomo, la sentenza ‘Scoppola’ del 2009. Occhipinti, difeso dall’avvocato Milena Micele, punta sul fatto che lui, a differenza di Savi, la richiesta di abbreviato la formulò durante il processo in Cassazione.     Dovrà essere fissata l’udienza e ci dovrà essere il parere della Procura, che ragionevolmente si pronuncerà come nel caso di Savi, chiedendo che l’istanza venga dichiarata inammissibile. 

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