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Delirium Renzi. “Va tutto bene, torniamo a crescere”

ROMA – Matteo Renzi, premier non eletto, continua nel suo delirio di onnipotenza a osannare i suoi meriti e le sue capacità, facendosi passare come il vero riformatore, pardon rottamatore dell’Italia.

Oggi, in un’intervista apparsa sul Corriere ha addirittura avuto  il coraggio di dire, testuali parole, che: “Il Paese non mi sembra fermo e al contrario vedo tanta energia. Dopo anni di palude, il Parlamento approva le riforme”.

Ma non è tutto.  “Si respira un clima di ripartenza. Dopo anni di segno negativo torniamo a crescere”, ribadisce Renzi. “L”Italia è in movimento, altro che ferma. Sono vent”anni che siamo bloccati, ora è il momento di correre.”

Insomma, Renzi vive davvero in un’altra realtà, in un mondo tutto suo. E ancora: “L’Expo è una scommessa vinta contro il parere di molti”, afferma. “Gli indici di fiducia e i consumi tornano a crescere. Il turismo tira, in particolare al Sud”. Davvero da non crederci. Non sappiamo a quale ripartenza si riferisca Renzi, di sicuro i problemi in questi giorni di fine estate si fanno sentire con più violenza, proprio con l’inizio della scuola, di quel  diritto inalienabile che questo governo sta cancellando a svantaggio di coloro che non si possono pemettere neanche di iscrivere il figlio all’Università. E i probelmi non finiscono qui se pensiamo alla condizione economica in cui versano milioni di italiani, agli esodati in attesa di un qualche miracolo, ai pensionati ridotti alla fame, che grazie a Elsa Fornero pagano ancora, alla faccia delle lacrime di coccodrillo. Dalla dilagante disoccupazione ai nuovi lavori da schiavi del Jobs Act, passando  alla fuga dei cervelli all’estero, visto che si preferisce dare incarichi importanti ai tedeschi che a giovani promettenti italiani com’è accaduto con la direzione dei Musei italiani.

Il momento di correre dove? bisognerebbe chiedere al trasfromista Renzi. Lui continua a fare promesse, parla di eliminazione della tassa sulla prima casa, di riduzione delle tasse. La solita litania di promesse già ampliamente conosciute. Renzi parla anche di immigrazione, ma lo fa a modo suo, come al solito: “L’Europa deve smettere di commuoversi e iniziare a muoversi”, afferma senza troppe polemiche il premier per non disturbare troppo una commissione europea ancora assopita da tutt’altre cose.

Tanto i pugni promessi sui tavoli di Bruxelles non si sono mai nè visti, nè sentiti. Dice bene il capogruppo di Sel alla Camera Arturo Scotto, Renzi è un bluff. “Tutte chiacchiere e distintivo”, come si diceva in un noto film. 

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