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Nuovo Isee esclude gli studenti dalle borse di studio

Parte la campagna  #iononrinuncio! 

ROMA – Sin dall’entrata in vigore del nuovo indicatore della situazione economico patrimoniale nel gennaio di quest’anno,  il Coordinamento Universitario ha denunciato più volte come questo avrebbe potuto tradursi in una vera catastrofe per gli studenti idonei alla borsa di studio. Era prevedibile che il conteggio dei redditi esenti ai fini Irpef e soprattutto la rivalutazione del patrimonio immobiliare ai fini IMU e non più ICI avrebbero portato all’esclusione di una parte di attuali borsisti dalle graduatorie. Ora che molti bandi si avviano alla chiusura è evidente non solo che le denuce degli studenti erano fondate, ma addirittura che i veri dati superano ogni più nera previsione. 

“Infatti la reale portata del problema – dichiara Alberto Campailla, Portavoce Nazionale di LINK- Coordinamento Universitario- non si evince solo da chi perde l’idoneità ma da tutti coloro che non presentano nemmeno più la domanda di borsa. Moltissimi studenti, non rientrando più nei parametri non presentano domanda per l’accesso alla graduatoria e quindi non figurano più come non – idonei. Uno specchio di questo problema drammatico ci viene dai dati provvisori di alcune regioni che ad oggi mostrano una tendenza allarmante. Ad esempio in Toscana si registra un calo del 25% delle domande di borsa, in Puglia il picco negativo arriva al 30%  e in Emilia al 18%.”

“E’ lecito allora chiedersi perchè nessuno aveva previsto un impatto così devastante sulla platea degli idonei di borsa, nemmeno il Ministero del Lavoro che ancora a marzo parlava di un aumento medio dell’Isee di circa il 10%. A tutti era sfuggito – tuona Campailla di LINK- che il vero problema non sarebbe stato l’Isee bensì l’Ispe. A rivelare che quello è il parametro che provoca l’esclusione dalle graduatorie arrivano i nuovi dati dell’Irpet. Ad esempio in Toscana tra tutti gli studenti che perdono l’idoneità l’80% lo deve ad un aumento vertiginoso dell’Ispe che in media addirittura raddoppia. Pesa infatti moltissimo la rivalutazione della prima casa a dimostrazione che non si parla di una platea di studenti agiati.”

“Moltissimi in questi giorni ci stanno contattando, raccontando le loro storie e i motivi della loro esclusione. Per questo come LINK- conclude Campailla – lanciamo la campagna #iononrinuncio che ha l’obiettivo di aiutare gli studenti, fornire chiarimenti e chiedere al Ministero, attraverso una petizione online, di prendersi la responsabilità di questa situazione. Chiediamo l’abolizione dell’Ispe come criterio scisso dall’Isee (tale parametro infatti non esiste tra i criteri di selezione degli idonei nella maggior parte delle richieste per l’accesso alle prestazioni sociali), una sanatoria per chi quest’anno è rimasto escluso dalla borsa a causa dell’aumento dell’Ispe e l’innalzamento a 23 mila euro della soglia ISEE massima a livello nazionale per accedere ai servizi del diritto allo studio.”

Nelle prossime settimane Link promuoverà assemblee negli atenei e negli studentati,  con gli studenti esclusi in tutte le università e le regioni per chiedere che il governo prenda atto della situazione ed intervenga urgentemente per porre una soluzione. 

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