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Venezia 72. “Janis”: Gianna Nannini omaggia il “ventre del blues”. Video

LIDO DI VENEZIA  (nostra inviata) È sbarcata al Lido  la rokckstar italiana Gianna Nannini, giunta appositamente per rendere omaggio alla più grande voce femminile blues, nel panorama mondiale: Janis Joplin, morta a 27 anni nel 1970, per overdose in un hotel di Los Angeles. 

E “Janis” è il titolo del documentario di Amy Berg che passa oggi fuori concorso alla Mostra del Cinema. La vita inquieta di questa immensa artista, dalla voce roca e straziante, è raccontata da un fuori campo narrante che legge le sue lettere, indirizzate principalmente alla sua famiglia e in parte ai suoi perduti amori.
Il percorso artistico e umano di Janis Joplin è rivisitato anche attraverso immagini e filmati dei suoi concerti, dei backstage, delle trasmissioni televisive e dei momenti privati vissuti con amici e colleghi durante viaggi e tournée. Sfogliando l’album delle fotografie si parte dai primi passi dell’esistenza di una ragazza del Texas, appartenente ad un famiglia borghese. 

Cicciottella e con i brufoli, Janis, da bambina veniva presa di mira e insultata dai suoi compagni di scuola. Questa diversità farà nascere in lei una grande ambizione, definita da lei stessa “il desiderio di essere venerati solo per essere amati”.  Riesce a farsi, in parte,  accettare, iniziando a cantare a 17 anni. Si rende conto da sola di possedere un grande talento. Lascia il liceo contro il parere dei genitori e fugge a rincorrere il suo sogno. Una carriera folgorante: in breve tempo, entrando nella band Big Brother, negli anni ’60 inizia a scalare la vetta del successo grazie ad una voce ruvida e ad una potente carica emotiva. Diviene presto un’icona che ispirerà un’intera generazione, aprendo la strada alle cantanti rock che verranno dopo.
I suoi brani fanno parte della storia della musica: Cry Baby, Mercedes Benz, Maybe e Piece of my heart. Indimenticabile la sua cover di “Summertime”. La rivista Rolling Stones l’ha inserita fra le 100 più belle voci di tutti i tempi. Leonard Cohen le ha dedicato Chelsea Hotel #2 in ricordo del loro folle e ardente amore consumato in una stanza del mitico albergo di New York. Il successo di Janis però non ha mai lenito il suo dolore e presto droga e alcol entrarono a far parte della sua vita fino al tragico epilogo.
Per chi l’ha amata e per chi l’avesse scoperta da poco, questo documentario è una testimonianza preziosa ed emozionante che cattura e coinvolge; la voce di Janis (serve dirlo?) ti entra nelle viscere e ti lascia con i brividi sulla pelle. Janis Joplin è, e resterà sempre, il ventre del blues.

Janis Joplin – Summertime live 1969 – Video

 

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