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Mobilitati Alitalia. L’omicidio perfetto dei lavoratori

ROMA – L’assemblea dei mobilitati Alitalia/Lai, indetta da USB ma aperta alla partecipazione di tutte le forze sindacali e associative, tenuta venerdi, è stata caratterizzata da una grande partecipazione e da un taglio di estrema concretezza.

A 30 giorni dalla fine del periodo di mobilità non c’è più spazio per i giri di parole o l’elaborazione di teorie tanto belle quanto virtuali.

Ad oggi non c’è alcuna traccia né del nuovo progetto di ricollocazione da parte della regione Lazio, dopo essere stati esclusi da quello appena concluso riservato ai nuovi espulsi del 2014, così come non c’è alcuna prospettiva di estendere per questa popolazione la copertura a carico del FSTA, come previsto per le crisi dal 2014 in poi.

Su quest’ultimo argomento ha pesato anche la mancata emissione del nuovo decreto sul FSTA da parte del Governo, che determinerà e modalità di alimentazione e quindi le disponibilità del nuovo fondo di solidarietà.

In questo senso, siamo stati anche informati che il comitato dirigente del FSTA si riunirà lunedì 14 settembre prossimo alle ore 9.00 presso la sede INPS di via Ciro il Grande.

Senza poter e dover illudere nessuno, USB ha posto che l’unica prospettiva realistica che potrebbe aprirsi per la popolazione ex Alitalia lai è quella dell’avvio in tempi rapidi del nuovo progetto di ricollocazione da parte della regione, ricordando che in 7 (sette) anni ne siamo stati esclusi e che ci sono fondi del Ministero che potrebbero essere recuperati, riconoscendo da parte governativa, istituzionale e sindacale la necessità di accompagnare economicamente le persone verso questo progetto finora negato, affrontando nello stesso modo anche il dramma degli esodati.

Abbiamo apprezzato il taglio altrettanto concreto dato dagli interventi dell’esponente della Filt Cgil, dalla CUB, dal comitato Corista e di tutti gli interventi.

L’Assemblea ha deciso all’unanimità di avviare all’interno di questo ultimo mese di copertura un percorso di mobilitazione concreto che sarà esplicitato nei prossimi giorni e a cui sono invitati a partecipare tutte le forze sindacali, politiche e sociali.

Ma non è solo una questione di prospettiva.

Quello di Alitalia Lai è l’omicidio perfetto.

C’è un cadavere, anzi centinaia di cadaveri, ma nessun colpevole.

Ci sono responsabilità, colpe e omissioni ma nessuno che paga, a parte chi perde il lavoro.

Ma per rendere ancor più perfetto l’omicidio perfetto, c’è bisogno che i cadaveri spariscano nel silenzio generale fuori e dentro le aziende.

Non deve rimanere nessuna traccia di una delle peggiori crisi industriali e sociali dei nostri tempi.

E questo noi non lo possiamo permettere, nel più assoluto dei modi.

Negli occhi delle persone non abbiamo visto illusioni, ma la consapevolezza che questo adesso è il nostro compito.

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