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Immigrazione, sfuma l’accordo

BRUXELLES – Accordo dimezzato al Consiglio Ue degli Affari interni, riunito in sessione straordinaria per decidere sul dossier immigrazione.

I ministri degli Interni dei 28, da una parte, hanno dato il via libera all”istituzione degli hot spot per il riconoscimento dei richiedenti asilo e alle nuove politiche sui rimpatri, attraverso il rafforzamento dell”agenzia Frontex. Ma, dall”altra, è mancata l”unanimità per approvare, anche solo in via di principio, la redistribuzione di 120 mila rifugiati, come proposto dalla Commissione europea. “Non siamo riusciti a trovare l”accordo che cercavamo. La maggioranza degli Stati membri era pronta a fare un passo avanti ma non tutti”, ha detto il commissario Ue agli Affari interni, Dimitris Avramopoulos. A opporsi al sistema di redistribuzione sono stati principalmente i Paesi dell”Est Europa, in particolare Ungheria, Slovacchia, Repubblica Ceca e Romania, mentre la Polonia negli ultimi giorni ha ammorbidito le proprie posizioni. Dopo il via libera alla ricollocazione di 40 mila rifugiati da Italia e Grecia, ottenuto nel pomeriggio di ieri, l”obiettivo ora è di arrivare a un accordo sui 120 mila al Consiglio Ue degli Interni dell”8 ottobre, quando non sarà più necessaria l”unanimità dei 28, ma basterà la maggioranza qualificata. Il ministro dell”Interno, Angelino Alfano, ha comunque espresso soddisfazione a fine giornata. “Per le cose che interessavano a noi è andata bene -ha detto- ed è stata largamente condivisa anche la scelta di una seconda tranche di riallocazione nel resto d”Europa”, ha spiegato riferendosi alla proposta sui 120 mila richiedenti asilo.

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