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Caso Marino, nei talk rispunta Rutelli

ROMA – Sono giorni che nei talk politici si parla del caso Marino e della necessità di invertire rotta nell’amministrazione della Capitale.

E sono giorni che è partito il toto-candidati. Previsioni, profezie, supposizioni, aspettative e tanti, tanti consigli per quella che dovrà essere la nuova squadra di governo chiamata a guidare una città in crisi. A dispensare questi consigli anche l’ex sindaco di Roma, Francesco Rutelli. Molto presente nell’ultima settimana nei talk televisivi e sui giornali, l’ex primo cittadino della capitale sembra essersi preso una sorta di rivincita dall’oblio in cui era caduto. A dire il vero negli ultimi anni, soprattutto dopo lo scandalo dei fondi sottratti alla Margherita dall’ex tesoriere Lusi e dopo l’uscita dalla politica attiva, avevamo molto apprezzato il garbato silenzio di Rutelli. Un politico navigato come lui, sembrava aver compreso l’importanza di uscire di scena per aver fatto ormai il proprio tempo (e diciamolo pure, non proprio al meglio). Purtroppo, ci siamo dovuti ricredere nel vederlo cavalcare l’onda mediatica sulla fallimentare vicenda di Ignazio Marino.  

Ora, è evidente che dopo Alemanno e Marino, persino l’operato della Giunta Rutelli sembra illuminarsi di immenso. Non a caso l’ex Radicale, l’ex Verde, l’ex Margherita, l’ex Pd e infine fondatore di Api, va celebrando nei talk e sui giornali le sue gesta di sindaco e di buon amministratore. E mostra pure idee chiarissime sui requisiti che dovrà avere il nuovo sindaco: “Non un uomo solo al comando”, va ripetendo, “ma un uomo con una squadra di almeno cento persone con ruoli definiti e indicati già al momento della candidatura”.  Rutelli si dice anche pronto a dare una mano per la nuova sfida che attende Roma perché gli è stato chiesto (e ci piacerebbe sapere da chi) ma esclude ‘saggiamente’ che si possa ricandidare. Siamo ovviamente al surreale. Nel 2008, quando perse al secondo turno la sfida con Alemanno, pesò per Rutelli l’essere un volto ‘vecchio’ anzi ‘vecchissimo’ della politica italiana e romana, e il fatto che la sinistra, anche quella interna al Pd, alla fine dei conti non riuscì proprio a digerirlo e quindi a votarlo. Ma al di là delle beghe politiche, quello che è certo è che la sonora bocciatura arrivò dalle urne, cioè dai cittadini romani che evidentemente così contenti della sua prova di sindaco tra il 1993 e il 2001 non erano stati. Perciò Rutelli oggi non è la persona più indicata a lanciare la riscossa di Roma. Come non lo sarebbe un Veltroni che, infatti, si è guardato bene (almeno finora e ci auguriamo che seguiti a farlo) dall’entrare nell’attuale agone mediatico della politica romana. Troppo facile, caro Rutelli, resuscitare un po’ di visibilità sulle macerie degli ultimi accadimenti, meglio un garbato silenzio, più elegante, più di buon senso. 

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