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Festa Roma. Preapertura con“La stoffa dei sogni”. Recensione

ROMA (nostro inviato) Ispirato L’Arte della Commedia di Eduardo De Filippo e alla sua traduzione della Tempesta di William Shakespeare il film La stoffa dei Sogni apre La Festa del Cinema di Roma.

Diretto dal regista Gianfranco Cabiddu, racconta la storia di una sgangherata compagnia di teatranti che naufraga sull’isola dell’Asinara assieme ad un gruppo di pericolosi camorristi, saliti a bordo della disgraziata nave. Siamo nel primo dopoguerra e sull’isola-carcere a dettar legge è il Direttore De Caro, auto-confinatosi nell’oasi di bellezza e morte assieme alla giovane figlia Miranda, anch’essa ostaggio di antichi dissapori paterni. L’abbandono della moglie, attrice teatrale in fuga verso le sue passioni, lo portò a lasciare la terra ferma piombando su di una zattera immersa nel mare, un’isola dove ha lentamente perso il controllo di guardie e detenuti, un paradiso di cui lui stesso è prigioniero. 

L’unico isolano autoctono è un pastore dagli occhi tristi e sempre aperti, lui Calibano, mostro ripugnate, sarà il primo a tessere l’intreccio tra realtà e finzione, tra l’arte e la vita. L’approdo dei commediati e la fuga dei galeotti allerta gli isolani (o isolisti come li avrebbe appellati L’imperatore di Capri Totò) portando scompiglio: proprio l’incontro/scontro tra le due brigate creerà un’imbarazzante mescolanza. Il direttore però non ha perso l’arguzia e citando Hortensio e le sue mele marce commissiona al capocomico Oreste Campese la messa in scena della Tempesta Shakespeariana, cosicché i commedianti abusivi vengano scoperti. Il Campese, dal canto suo, ha puntati alle spalle pistola e orgoglio del Re di Napoli Don Vincenzo e per salvare la pelle sua e della famiglia, improvviserà un canovaccio rigorosamente in dialetto, pur mantenendo l’autenticità della commedia. La stessa autenticità che si rintraccia nello sguardo del regista che adotta sul grande schermo l’artifizio teatrale. 

È una strana creatura La stoffa dei Sogni, una metalepsi per sua natura densa di rimandi e citazioni che gioca nel fuori della meravigliosa isola dell’Asinara, tra inseguimenti e fughe rocambolesche, per poi ripiombare nel dentro insidioso dell’umano. La prigione, ripresa dall’alto, è solo un’eco simbolico dove ogni personaggio tiene ben custodita la realtà delle proprie intenzioni. Viene fuori un intreccio artigianale che si serve della “semplice” bellezza scenografica della Commedia dell’Arte e delle sue maschere di matrice goldoniana,  avvalorate dal guizzo recitativo partenopeo, che scambiano di posto la realtà con la finzione, il trickster con l’eroe, l’amore con l’odio, la vendetta col perdono. Passando di filtro in filtro il contenitore però rischia quasi di soffocare il contenuto e lì dove lo spettatore-naufrago si perde l’essenza, il commediante sagace lo imbroglia addolcendo col riso l’amaro dell’incertezza.  

Titolo originale: La stoffa dei Sogni

Regia: Gianfranco Cabiddu

Interpreti: Sergio Rubini, Ennio Fantastichini, Alba Gaïa Bellugi, Teresa Saponangelo, Renato Carpentieri, Francesco Di Leva, Ciro Petrone, Luca De Filippo

Origine: Italia, Francia 2015

Distribuzione: n.d.

Durata: 101’

La festa dei sogni – trailer

 

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