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Università. Emergenza Isee, a rischio il diritto allo studio

ROMA – E’ in discussione al Senato la bozza della Legge di Stabilità licenziata dal Consiglio dei Ministri lo scorso 15 ottobre. In questa manovra, da ben 27 miliardi, si nota subito un grande assente: il diritto allo studio.

Dopo gli annunci degli scorsi mesi e i dati evidenti relativi alle problematiche causate dall’introduzione del nuovo modello di calcolo dell’Isee la finanziaria tace sul fronte del Diritto allo studio. 

“Riteniamo inaccettabile  – commenta Alberto Campailla, portavoce di LINK – Coordinamento Universitario – questa dimostrazione di disinteresse da parte del Governo, per questo motivo presenteremo degli emendamenti alla legge di Stabilità in cui chiederemo un investimento nel capitolo del Diritto allo Studio, con stanziamenti pari a 400 milioni. Questa cifra permetterà di coprire tutti gli idonei di quest’anno e di finanziare adeguatamente la copertura dei nuovi bandi di cui chiediamo l’apertura per sopperire all’esclusione dei borsisti causata dall’ introduzione del nuovo Isee.”

“Ovviamente questi soldi non sono sufficienti – continua Campailla – se le Regioni non fanno la loro parte mantenendo almeno il livello di finanziamento dello scorso anno e investendo per contribuire alla soluzione dell’emergenza Isee. Chiediamo quindi con forza all’Assessora Monica Barni, coordinatrice della IX Commissione della Conferenza Stato-Regioni, che venga convocata al più presto la Comissione e che le Regioni prendano una decisione condivisa a favore della soluzione dell’emergenza Isee anche per evitare che si generino disparità territoriali a danno degli studenti delle regioni meno attente al tema del Diritto allo Studio”

“Prendiamo atto che il Ministero si sia reso disponibile a trovare una soluzione rispetto alla tematica Isee – aggiunge Campailla – ma purtroppo la scadenza dei pagamenti delle prime rate delle tasse universitarie si avvicina, anzi in alcuni atenei è già passata. A causa del nuovo Isee molti studenti che l’anno scorso erano borsisti si trovano, oltre ad essere esclusi dal beneficio della borsa, a dover pagare la prima rata di contributi studenteschi ( o ad essere esclusi dal rimborso della prima rata a seconda dell’ateneo). Per evitare questa ulteriore ingiustizia presenteremo nei senati accademici di tutti gli atenei una proposta di delibera in cui chiederemo l’esonero dalla prima rata per tutti coloro che hanno isee inferiore a 23000 euro, in linea con il valore rischiesto per accedere alla borsa di studio.

“Non ci fermiamo di fronte alla mancanza di risposte in legge di Stabilità – conclude Campailla – e, se il Governo e MIUR dimostrano di non considerare il Diritto allo Studio una priorità, noi continueremo a mobilitarci tramite la campagna #iononrinuncio finchè non avremo risposte

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