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ROMA – Il Pd sta mostrando per l’ennesima volta il suo lato “oscuro”. Dopo il caso Crocettsa, quello di Ignazio Marino ora è quello del governatore campano Vincenzo De Luca a riempire le prime pagine dei giornali, ad armare le penne di editorialisti e cronisti che non perdonano questa vergognosa politica.

Il governatore dal canto suo, che ricordiamo è indagato dalla Procura di Roma per l’articolo 319 quater del codice penale, ovvero la “corruzione per induzione”, insieme con il suo  braccio destro, Nello Mastursi, Giuseppe Vetrano, al giudice Anna Scognamiglio e suo marito Guglielmo Manna, si difende a spada tratta. Insomma non intende demordere e continua a gridare la sua estraneità ai fatti.

Prima scarica il suo fido Mastursi e poi avverte:  “Chi mi assedia riceverà olio bollente”. Perfino un giornalista di piazza pulita è stato fermato e poi rilasciato in serata perchè voleva intervistare Anna Scognamiglio. Insomma, un atteggiamento che la dice lunga sulla tensione che si respira in Campania e sull’imbarazzo tra i dem. Anche Matteo Renzi continua a tacere su questa vicenda. Consegna del silenzio che vale anche  per i vertici Pd, almeno per tutta la giornata di oggi. Domani però,  di rientro dal summit di Malta, il premier dovrebbe presiedere un Cdm  che tocca anche la Campania. E’ stato annunciato, nei giorni scorsi,  l’ok al decreto Giubileo che contiene, tra l’altro, i fondi per la  Terra dei Fuochi e Bagnoli.

Un’occasione per insistere sulla linea già accennata nella nota di  ieri del Nazareno. “L’indagine della magistratura faccia il suo corso, la regione Campania lavori sulle emergenze e sulle priorità a partire  da Terra dei Fuochi e Bagnoli”. Il presidente del Consiglio, dunque,  tira dritto sulle ‘cose concrete’.  Sebbene, il nuovo caso DeLuca evidenzi ulteriormente la  fragilità del Pd renziano sui territori. 

Insomma, la scottante vicenda apre un capitolo sulla  condizione del Pd in generale. Uno spunto colto da Andrea Orlando che  ‘scarica’ DeLuca: “Io non lo avrei scelto” e continua: il Pd, dice,  “ha bisogno di una profonda revisione. Stiamo cambiando profondamente  il Paese ma abbiamo bisogno di spiegare alcune cose, comprenderne  altre, quindi dobbiamo cambiare profondamente anche il partito: non so se attraverso la strutturazione degli apparati, ma anche rivedendo  alcune formule della vecchia organizzazione”.

Come le primarie che, dice il Guardasigilli, tracciano “identità di  un partito” ma “se rimanessero l’unico strumento, rischi di  selezionare un ceto politico bravissimo a catalizzare il consenso ma  non ad immaginare il futuro”. Esplicita Silvia Velo, sottosegretario,  ‘giovane turca’ come Orlando: “La distanza tra l’efficacia dell’azione del governo e le difficolta’ che emergono dai territori rende evidente la necessita’ di costruire un Pd solido”.

Dal fronte della minoranza cominciano poi a sollevarsi i primi  attacchi. “Ci sono stati degli errori molto gravi commessi dal Pd e da Renzi che ci hanno portato a questa situazione, molto difficile sul  piano politico. Ma chi è causa del suo mal, pianga se stesso”, dice  Miguel Gotor. Gianni Cuperlo riprende il tema già sollevato ieri da  Stefano Esposito (una mossa, si maligna, animata da Matteo Orfini) che ha associato il caso DeLuca a quello Marino, facendo irritare i  vertici dem. “Su DeLuca e Marino e’ chiaro che si sono usati due pesi e due misure”, ha detto Cuperlo.

“DeLuca  gioca a scarica barile e abbandona il suo braccio destro –  afferma invece Paolo Ferrero, segretario nazionale di Rifondazione Comunista – . Le responsabilità giudiziarie verranno accertate nelle sedi opportune ma è evidente che ormai la situazione è talmente putrescente che non c’è nulla da salvare e la sola cosa che dovrebbe fare è dimettersi. Invece di continuare questo spettacolo indegno, il governatore campano faccia un passo indietro. Il suo partito, il Pd, è corresponsabile del degrado morale che sta rappresentando plasticamente in questa vicenda”.  

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