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Clima. Nel Mondo 7 milioni di morti per inquinamento atmosferico

ROMA – “Ogni anno nel mondo i cambiamenti climatici uccidono decine di migliaia di persone”.

Vittime causate – secondo l’Organizzazione mondiale della sanità – da eventi meteorologici estremi come colpi di calore e inondazioni, e ancora da smog, acqua e cibi contaminati, scarse condizioni igienico-sanitarie e dall’influenza che i fattori ambientali possono avere sull’andamento di varie malattie. L’agenzia delle Nazioni Unite per la sanità stima che nel 2012, nel mondo, 7 milioni di persone siano morte per malattie legate all’inquinamento atmosferico. E proprio in vista della Conferenza Onu sul clima (COP-21), già nei giorni scorsi l’Oms aveva lanciato un forte richiamo ai Governi. Il summit, dal 30 novembre all’11 dicembre, “offre al mondo l’opportunità importante non solo di raggiungere un accordo internazionale sul clima, ma anche di proteggere la salute delle generazioni presenti e future”. Per l’Oms il documento conclusivo dei lavori sarà un vero e proprio “trattato di salute pubblica, dalle potenzialità salvavita”. Se nel 2012 7 milioni di persone sono morte per malattie legate all’inquinamento atmosferico, questo rende lo smog il principale fattore di rischio ambientale per la salute. L’Oms prevede inoltre che, dal 2030 al 2050, i cambiamenti climatici provocheranno un’extra-mortalità annua pari a 25 mila decessi per malaria, diarrea, stress da calore e denutrizione. I più colpiti saranno i Paesi a basso reddito, in particolare donne e bambini, aumentando il gap sanitario fra la metà ricca e quella povera del mondo. 

Oltre alle strategie di contrasto ai cambiamenti climatici già note e documentate, che “possono tradursi in benefici importanti per la salute pubblica”, l’Organizzazione mondiale della sanità individua una serie di misure potenzialmente efficaci anche termini medico-sanitari: “Investire sulla riduzione delle emissioni di anidride carbonica, sulle energie pulite e rinnovabili e sul rafforzamento della resilienza climatica – assicura l’agenzia – significa investire in salute”. Attuare interventi efficaci per abbattere le emissioni di inquinanti di breve durata, come il black carbon e il metano prodotti dai veicoli, permetterebbe secondo l’Oms di “salvare circa 2,4 milioni di vite all’anno e ridurre il riscaldamento globale di circa 0,5 gradi centigradi entro il 2050”. E ancora: agire sulla leva del prezzo dei carburanti inquinanti per compensare gli effetti negativi sulla salute consentirebbe di “dimezzare le morti per inquinamento outdoor, diminuire di oltre il 20% le emissioni di CO2 e aumentare le entrate di circa 3 trilioni di dollari all’anno: più della metà della spesa sanitaria globale”. Infine implementare sistemi di allerta rapida sulle ondate di calore, e proteggere la qualità delle acque e i servizi igienico-sanitari dagli effetti di inondazioni e siccità, “garantirebbe di non rallentare o addirittura invertire i recenti progressi contro le malattie sensibili al clima”. Bisogna fare di più, esorta l’agenzia dell’Onu. “Se gli Stati sapranno intraprendere azioni forti per affrontare il cambiamento climatico, proteggendo e promuovendo la salute – conclude l’Oms – riusciranno a costruire insieme un pianeta migliore non solo dal punto di vista ambientale, ma anche più sano e sicuro”.

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