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Immigrazione. Ungheria ricorre contro piano Ue quote migranti

BUDAPEST – Dopo la Slovacchia, anche l’Ungheria ha presentato ricorso contro il piano dell’Ue di redistribuzione dei migranti fra i Paesi membri secondo un sistema obbligatorio di quote: lo ha annunciato il Ministero della Giustizia di Budapest.

“Protestare non è sufficiente, occorre prendere delle iniziative”, aveva avvertito il premier ungherese Viktor Orban poco prima dell’annuncio del ricorso presso la Corte Internazionale di giustizia.Le quote previste per Ungheria e Slovacchia sono di circa 2.300 persone: Bratislava ha proposto di accogliere, a titolo volontario, 25 famiglie per un totale di 149 persone, rifugiati cristiani provenienti dall’Iraq. Budapest da parte sua ha lanciato una violenta campagna mediatica contro il sistema di quote, accusata di “aumentare la minaccia del terrorismo”, come si legge in molti annunci sponsorizzati dal governo e apparsi sulle pagine dei principali quotidiani.”La decisione sulle quote è stata adottata a maggioranza, nonostante la contrarietà di alcuni Paesi membri (Slovacchia, Repubblica Ceca, Romania e Ungheria, ndr): chiediamo che la Corte la annulli, la dichiari non valida e obblighi il Consiglio a pagare le spese legali”, aveva spiegato il premier slovacco Robert Fico: “Riteniamo che questa decisione adottata dai ministri degli Interni sia in contrasto con un’altra decisione del Consiglio in cui veniva chiaramente detto che non sarebbe stata adottata alcuna quota obbligatoria”. 

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