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Energia, l’indagine sulle offerte di energia elettrica e gas. Troppe asimmetrie a danno dei cittadini

ROMA – Il C.R.E.E.F. – Centro Ricerche Economiche Educazione e Formazione Federconsumatori ha realizzato la 12° Indagine sulle offerte di energia elettrica e gas nel mercato libero.

Per il gas sono state considerate le tariffe applicate da varie società in 19 città italiane ed è stata presa come riferimento una famiglia tipo residente con un consumo di 1400 m³ di metano. Per l’energia elettrica sono state comparate 14 società di vendita, confrontando le offerte ‘variabili’, le offerte a ‘prezzo bloccato’ e le tariffe dell’AEEGSI del servizio di Maggior tutela. Il campione (utenza domestica residente con potenza 3 kw) è stato suddiviso in tre fasce di consumo: 1800 – 2700 – 3500 kw/h all’anno. Per quanto riguarda il gas, occorre premettere che le voci che concorrono a formare il prezzo annuo sono varie. La cifra annua del risparmio è uguale per tutti i comuni e varia invece la percentuale rispetto al prezzo nel servizio di Maggior tutela, che è diverso da città a città poiché la ‘tariffa di distribuzione’ varia a seconda degli ambiti territoriali definiti dall’AEEGSI. In virtù di questa situazione registriamo differenze di spesa annue a parità di consumo anche di 182/193 euro tra le varie località come tra Roma/Catanzaro e Milano, Trento e Trieste. Bisogna considerare che le differenze sono in parte attenuate dalle accise nazionali (più basse al sud rispetto al nord) e che non in tutte le regioni a statuto ordinario viene fatta pagare l’addizionale regionale, ferma restando l’esclusione di tutte quelle a statuto speciale. Per le migliori offerte rilevate il risparmio oscilla dal -11% al -9% e negli ultimi sei mesi il risparmio è aumentato percentualmente di uno o due punti.

Per quanto riguarda l’energia elettrica, riscontriamo differenti percentuali di risparmio a seconda della fascia di consumo di appartenenza. Ad esempio per un consumo 2700 kw/h all’anno le proposte più convenienti consentono risparmi compresi tra il -10,39% e il -7,52% rispetto al mercato tutelato, tuttavia ci sono anche altre opzioni a ‘prezzo bloccato’ che fanno registrare importi notevolmente più alti rispetto al sistema di Maggior tutela (dal +21,40% al +8,59%).

Nei fatti il mercato dell’energia e del gas continua ad essere una vera e propria giungla e sta tradendo le aspettative dei consumatori: basti pensare che nella maggior parte dei casi gli utenti passati al mercato libero hanno sottoscritto offerte più onerose rispetto al sistema di Maggior tutela. Da una recente indagine dell’AEGGSI emerge che solo nel 2014 la spesa è stata maggiore del +7,9% per il gas (pari a +68 euro annui per un consumo di 1400 m³) e del +16,70% per l’energia elettrica (+42,50 euro annui per una famiglia media che consuma 2700 kw/h), per un aumento totale di +110 euro.

“A fronte di questa situazione, l’eliminazione del mercato tutelato prevista nel disegno di legge Concorrenza ora all’esame del Senato as 2085 è del tutto inaccettabile, poiché porterebbe ad una grave regressione della concorrenza stessa e provocherebbe un notevole aumento dei prezzi per i consumatori finali, penalizzando quindi i clienti domestici. E’ necessario rivedere la struttura e la mission dell’Acquirente Unico, rendendolo pari agli altri soggetti che operano sul mercato per promuovere una maggiore concorrenza nell’interesse degli utenti. E’ inoltre opportuno promuovere un mercato dell’energia e del gas che concepisca il consumatore come soggetto attivo, riducendo le forti asimmetrie informative che impediscono al cittadino di scegliere consapevolmente” – dichiara Mauro Zanini, direttore C.RE.E.F. Federconsumatori.

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