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TRIPOLI- Nuovo attacco di miliziani affiliati all’Isis alla zona dei terminal petroliferi libici di Ras Lanuf.

Secondo fonti locali, i jihadisti hanno preso assalto le installazioni di Amal Field e appiccato il fuoco ad almeno due serbatoi di stoccaggio del greggio vicino al porto. Le foto che circolano sui social network mostrano enormi colonne di fumo nero che si innalzano verso il cielo. Secondo la stampa locale, i serbatoi di stoccaggio incendiati fanno caoi alla Harouge Oil Operations. Ras Lanuf e’ uno dei piu’ importanti terminal petroliferi libici e i miliziani jihadisti hanno sferrato una serie di attacchi contro le strutture in loco nelle ultime settimane.

L’attacco e’ stato lanciato poche ore dopo che le milizie locali avevano respinto un’offensiva dell’Isis su Derna. L’ultimo assalto contro i terminal petroliferi di Ras Lanuf e al Sidra e’ avvenuto lo scorso 14 gennaio quando i miliziani dell’Isis hanno fatto saltare l’oleodotto che collega la zona di Hathira al Huluj, nei pressi del porto di Ras Lanuf, al giacimento di al Saidia, situata a 20 chilometri da al Sidra. Un altro attentato era stato realizzato pochi giorni prima sempre contro i terminal di Ras Lanuf e di al Sidra provocando la morte di dieci persone e il ferimento di altre 30. Il sedicente “califfato” punta al controllo dei terminal di esportazione e dei centri di raffinazione della cosiddetta Mezzaluna petrolifera. Approfittando del vuoto politico che paralizza la Libia dall’estate 2014, i miliziani fedeli all’autoproclamato “califfo” Abu Bakr al Baghdadi hanno esteso il loro dominio su oltre 300 chilometri di costa libica, da Sirte a Ben Giauad (Ben Jawad) nel centro del Paese, da Derna e Bengasi in piena Cirenaica. Mentre a ovest la presenza dell’Isis e’ contrastata soprattutto dall’Esercito libico agli ordini del generale Khalifa Haftar, l’area costiera che va da Sirte ad Sidra (as Sidra) appare saldamente in mano ai terroristi. Con il sanguinoso attentato terroristico avvenuto lo scorso 7 gennaio a Zliten, pochi chilometri a est di Misurata, citta’ che teoricamente dovrebbe ospitare le milizie piu’ forti del Paese, l’Isis ha dimostrato inoltre di poter colpire duramente anche a pochi chilometri dal governo filo-islamista di Tripoli. Nella stessa giornata i terroristi dell’Isis hanno lanciato un attacco kamikaze contro un posto di blocco delle milizie locali di Ras Lanuf, sede della piu’ importante raffineria di petrolio del Paese, un complesso petrolchimico, gli oleodotti di Defa-Ras Lanuf, Amal-Ras Lanuf e Messla-Ras Lanuf. La raffineria di Ras Lanuf attualmente non e’ attiva per l’alta percentuale di materiale tossico (mercurio) registrata nella struttura, ma potrebbe essere facilmente utilizzata dai miliziani dell’Isis per produrre e vendere derivati petroliferi e autofinanziarsi.

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